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Abbattuto a Torre Melissa (Calabria) Palazzo Mangeruca, ecomostro di 6 piani confiscato alla ‘Ndrangheta

A Torre Melissa (nel crotonese) è stato demolito palazzo Mangeruca, ecomostro sequestrato alla 'Ndrangheta nel 2007. Era un ex mobilificio di 6 piani

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Sequestro, confisca e infine demolizione: è durato 16 anni l’iter giudiziario relativo a palazzo Mangeruca, edificio abusivo di 6 piani sottratto alla ‘Ndrangheta nei pressi del comune di Torre Melissa, nel crotonese. Nella giornata di domenica 17 dicembre circa 400 kg di dinamite in microcariche hanno finalmente distrutto l’ecomostro, che da decenni deturpava uno dei tratti costieri più belli della Calabria.

La demolizione di palazzo Mangeruca

Poco dopo le 13, l’implosione ha messo la parola fine all’esistenza di palazzo Mangeruca. Gli squilli di tromba, lo scoppio, qualcuno che urla “viva lo Stato italiano”. Poi, solo le macerie.

L’operazione è stata effettuata dalla Società Impresa Lavori Stradali Srl, affiancata dalle società partner Deam Ingegneria srl, Deton srl e Misiano Ingegneria srl e dal supporto di 40 maestranze tra operai e tecnici specializzati.

ecomostro-calabria-ndrangheta-torre-melissaFonte foto: Tuttocittà.it

La demolizione era stata programmata in modo da evitare ogni impatto di detriti e polveri sull’ecosistema che circonda l’immobile.

Le parole del generale dei carabinieri

“Abbattere un ecomostro costruito dalla ‘ndrangheta significa far prevalere lo Stato sul male“, ha dichiarato il comandante generale dell’Arma dei carabinieri, il generale Teo Luzi, a margine della demolizione.

“La giornata è simbolicamente di grande importanza – ha aggiunto – e mi piace anche in questo momento pensare che sia un atto d’omaggio ai tanti servitori dello Stato che in questa terra sono morti”.

“Per quello che riguarda l’Arma sono stati 10 i carabinieri uccisi dalla ‘ndrangheta e morti per la difesa e la legalità di questo territorio. Oggi lo stato è forte, è più forte del passato”, ha concluso Luzi.

La storia di palazzo Mangeruca

L’edificio abusivo, un ex mobilificio di 6 piani e 6000 mq, si trovava sulla statale 106. Era stato sequestrato (nel 2007) e successivamente confiscato (nel 2009) a Costantino Mangeruca, ormai deceduto, presunto prestanome della cosca “locale”.

L’abbattimento è stato conseguenza di una precisa volontà della Giunta della Regione Calabria, presieduta da Roberto Occhiuto, che il 15 maggio 2022 aveva approvato – su proposta dell’allora assessore al Turismo, Fausto Orsomarso – una delibera che stanziava 700mila euro per la distruzione di Palazzo Mangeruca e la successiva realizzazione di un’area camper.

Proprio all’operato di Occhiuto si rivolge in una nota il vicepresidente della Commissione Antimafia,  Mauro D’Attis di Forza Italia. “Oggi in Calabria lo Stato cancella con decisione i simboli della ‘ndrangheta con la demolizione dell’ecomostro di Melissa (Crotone), un ex mobilificio realizzato dalla mafia circa 40 anni fa. Non posso che plaudere all’operato del presidente Roberto Occhiuto per una giornata che segna lo stacco culturale tra le istituzioni e le organizzazioni criminali e conferma la forza della legalità contro ogni forma di sopraffazione”.

“È un giorno importante per tutta l’Italia. E’ un segnale di vittoria della legalità ed era molto importante che il governo fosse presente oggi in Calabria, insieme a tutte le altre istituzioni”, ha aggiunto il ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, giunto a Torre Melissa per l’occasione.

calabria-ndrangheta-torre-melissa-ecomostro Fonte foto: ANSA

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