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A rischio licenziamento i docenti che avevano sostenuto il concorso suppletivo: attacco al ministro Valditara

Sempre più complessa la situazione del concorso suppletivo, con i docenti a rischio licenziamento che ora attaccano il ministro Giuseppe Valditara

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Resta intricata la situazione del concorso suppletivo, istituito a causa dell’emergenza Covid che aveva impedito a molti insegnanti di partecipare alla prova ufficiale. Il Consiglio di Stato ha però ritenuto questo concorso non valido, con i docenti che ora rischiano il licenziamento che si scagliano contro il ministro Valditara.

Il concorso suppletivo

Nel 2020 a causa della pandemia di Covid-19 in corso, molti docenti non avevano potuto prendere parte al concorso per l’insegnamento.

Per loro era quindi stato istituito un concorso suppletivo, con il normale inserimento in graduatoria per i docenti risultati idonei in seguito al superamento delle prove.

A rischio licenziamento i docenti che avevano sostenuto il concorso suppletivo: attacco al ministro ValditaraFonte foto: ANSA
Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, al centro delle polemiche dei docenti che hanno superato il concorso suppletivo, ora a rischio licenziamento

Il Consiglio di Stato ha però deciso di annullare la sessione, stabilendo che non è stato legittimo fissare una data ulteriore di concorso per “meri impedimenti individuali”. I docenti che hanno superato il concorso suppletivo ora rischiano il licenziamento.

I docenti a rischio licenziamento

Nel tentativo di risolvere il problema, era stato lo stesso ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, a intervenire sulla questione con un comunicato, con il quale affermava l’impegno per risolvere quanto prima la situazione.

Molti dei docenti interessati però, a seguito del comunicato, lo scorso 6 marzo hanno fondato un comitato, che è stato poi ricevuto dallo staff dal ministro dell’Istruzione, con la sottosegretaria Paola Frassinetti che nel question time del 21 marzo aveva poi riconfermato “l’intendimento del governo di intervenire nel primo provvedimento utile”.

Ma ad oggi, come confermato dagli insegnanti coinvolti, “della promessa risoluzione della posizione dei docenti ingiustamente licenziati non c’è alcun segnale. Al momento restano solo comunicati stampa e strette di mano, ma la norma per preservare la condizione di questi insegnanti, che hanno vinto un regolare concorso, ad oggi non c’è”.

Le critiche al ministro Valditara

Come riportato da Repubblica, secondo i docenti il “primo provvedimento legislativo utile sarebbe stato il Decreto Coesione”. Oggi però, con la chiusura dell’anno scolastico alle porte, tutto tace.

Anche il sindacato Flc Cgil si è espresso sulla questione con una nota: “Rimane ancora aperta la paradossale vicenda dei 387 docenti che sono risultati vincitori delle prove suppletive dei concorsi banditi nel 2020 e che, in virtù della recente sentenza del Consiglio di Stato n. 766/24, rischiano di vedere revocato il loro inserimento nelle graduatorie di merito e quindi di venire licenziati. Vanno date certezze e tranquillità a questi insegnanti. Chiediamo che si agisca rapidamente per via normativa”.

Il Ministero ha comunque deciso di non applicare la sentenza del Consiglio di Stato fino al termine dell’anno scolastico, in attesa di una risoluzione che al momento non arriva: “Stiamo assistendo a una serie di rinvii inaccettabili – hanno detto i docenti – Il Comitato chiede spiegazioni e una pubblica assunzione di responsabilità dal Ministero, per gli insegnanti e per i propri studenti”.

scuola-classe Fonte foto: iStock
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