75enne morto in casa a Foligno, il corpo mummificato: arrestata la figlia con l'accusa di omicidio
I carabinieri hanno arrestato la figlia di un uomo rinvenuto morto in casa a Foligno. Il cadavere era mummificato: i dettagli inquietanti
Una prima svolta nel giallo del 75enne rinvenuto cadavere nella sua casa a Foligno: i carabinieri di Spoleto hanno arrestato la figlia, 43 anni, che inizialmente aveva lanciato l’allarme chiamando il medico di base. L’autopsia ha stabilito che l’anziano non sia morto per cause naturali, piuttosto sul suo corpo sarebbero presenti i segni di “un’azione violenta di strozzamento“. La donna è stata trasportata al carcere di Capanne.
Arrestata la figlia del 75enne
Come ricostruisce Perugia Today, sabato 30 marzo i carabinieri di Spoleto hanno arrestato una donna di 43 anni, figlia di un anziano rivenuto privo di vita all’interno della sua abitazione a Foligno.
La donna si trovava in una struttura ricettiva e i militari l’hanno fermata e accompagnata al carcere di Capanne. Secondo gli inquirenti avrebbe ucciso il padre.

Adnkronos scrive che l’esame autoptico ha stabilito che il decesso del 75enne non sia avvenuto “per cause naturali” bensì a seguito di una “azione violenta di strozzamento”.
Le indagini sul caso sono ancora in corso. Gli inquirenti, infatti, dovranno ora capire in quali circostanze e con quali motivazioni si sia consumato il presunto omicidio dell’anziano.
La morte in casa a Foligno
Il caso ha avuto inizio il 14 marzo quando la figlia del 75enne, che viveva insieme al padre, aveva chiamato il medico di base. Quest’ultimo si era portato nell’abitazione del suo paziente e ne aveva constatato il decesso. La 43enne gli aveva spiegato che il padre era morto dal giorno prima, ma il corpo dell’anziano si presentava in avanzato stato di decomposizione. Non è chiaro se inizialmente sia stata considerata l’ipotesi di una morte in casa mentre l’uomo si trovava da solo.
Per questo il medico aveva chiamato i carabinieri. I militari avevano effettuato un “sopralluogo tecnico” con l’ausilio della Sezione Investigazioni Scientifiche del Reparto Operativo di Perugia su disposizione della Procura di Spoleto.
Le indagini
SkyTg24 scrive che il 14 marzo i carabinieri, una volta entrati nell’abitazione in cui il 75enne viveva con la figlia, avevano notato alcune anomalie. In primo luogo i militari notarono un certo disordine all’interno dei locali, e soprattutto l’assenza di segni di effrazione sulla porta di ingresso e sugli infissi.
Come riporta Fanpage le indagini sono ancora in corso con la collaborazione del medico legale Sergio Scalise Pantuso con lo scopo di individuare il movente del delitto e ricostruire tutte le fasi della vicenda.
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