Perché la Cassazione ha detto "no" al Kirpan

Condannato un indiano sikh

Roma, 15 mag. (askanews) – Sì alla società multietnica anche in Italia, ma a patto che gli immigrati conformino i loro valori a quelli di chi ha accolti. A fissare questo paletto sono stati i giudici della prima sezione penale della Corte di Cassazione, con una sentenza (la 24084, depositata oggi) di conferma della condanna per un indiano abituato, per credenze religiose, ad andarsene in giro con un pugnale, il Kirpan, attaccato alla cintura. Lo straniero dovrà pagare un’ammenda di 2.000 euro.

L’indiano, di religione Sikh, ha spiegato che il Kirpan è “un simbolo” della propria fede. I giudici hanno ribattuto che “nessun credo religioso può legittimare il porto in luogo pubblico di armi o di oggetti atti ad offendere”, e hanno spiegato che questo principio non pone alcun limite alla “libertà religiosa”.

Per i giudici gli stranieri possono conservare la loro “cultura di origine”, sempre che rispettino “i diritti umani” e “la civiltà giuridica” della società che li ospita. Detto in parole povere, l’immigrato deve non solo “conformare i propri valori a quelli del mondo occidentale” ma deve anche “verificare preventivamente la compatibilità dei propri comportamenti” con l’ordinamento del Paese.

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