La storia dei visti che l'Italia potrebbe dare ai migranti per mandarli nella Ue

Il viceministro Mario Giro commenta "le illazioni" del Times

Roma, 16 lug. (askanews) – Per ora “sono illazioni del Times” spiega il viceministro degli esteri Mario Giro, citato dal quotidiano britannico come fonte sull’ipotesi di un progetto italiano per concedere 200mila visti provvisori ai migranti, in modo da farli circolare liberamente nella Ue invece di bloccarli in attesa di una soluzione europea che non sembra vicina.

Ma Giro, intervistato da Rainews24, aggiunge: “Non vorremmo fare gesti unilaterali, ma quello che conta è che non saremo trasformati in un enorme hotspot” europeo. “Ci devono prendere sul serio – ha affermato il viceministro, commentando l’articolo del Times – adesso ci stanno facendo sentire in colpa per il nostro approccio umanitario”.

Secondo il quotidiano britannico Times, che oltre a Giro cita il senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, il governo italiano penserebbe di utilizzare una direttiva europea varata ai tempi dei conflitti balcanici, che prevede la concessione di visti temporanei con conseguente diritto per chi li ottiene di circolare liberamente nei Paesi dell’Unione. Si tratta della direttiva 2001/55, che l’Italia, di fronte alla poca collaborazione europea sul fronte emergenza sbarchi, potrebbe usare per alleviare temporaneamente la situazione e per fare pressione sui Paesi membri che non intendono condividere il peso dei flussi migratori dall’Africa, incanalati quasi solo attraverso l’Italia.

Significativamente, la Direttiva 2001/55/CE, che risale al luglio 2001, riguarda “le norme minime per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e sulla promozione dell’equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze dell’accoglienza degli stessi”. Intervistato anche da Skynews24, Giro ha detto che ora serve serve “un duro negoziato” e che è necessario trovare alleati, “con buona pace di chi invoca atti di forza, non spiegando come si possa fare se non al costo di tante vite umane”.

ASKANEWS | 16-07-2017 14:42

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