La corte suprema mette il suo veto a un'esecuzione in Arkansas

Governatore promette di giustiziare 7 persone entro fine mese

Washington, 18 apr. (askanews) – La Corte suprema degli Stati uniti ha respinto la domanda dell’ultimo minuto presentata dalle autorità dello stato dell’Arkansas di avere l’autorizzazione a procedere a un’esecuzione, mettendo a segno l’ultimo colpo giudiziario contro il progetto dello stato meridionale di eseguire in rapida successione otto condanne a morte.

L’Arkansas, che inizialmente voleva procedere a otto esecuzioni tra il 17 e il 27 aprile, un programma che aveva provocato forti proteste negli Usa e all’estero, ha chiesto ai giudici supremi il via libera a una di queste esecuzioni, la prima in dieci anni. Ma la Corte ha rigettato l’appello del procuratore generale dell’Arkansas che chiedeva di poter superare lo stop all’esecuzione di Don Davis, posto ieri dalla Corte suprema dello stato. I giudici supremi hanno comunicato al loro decisione poco prima della scadenza dell’ordine di giustiziare Davis, alla mezzanotte locale, le sette di stamani in Italia.

Questo ultimo sviluppo è un altro ostacolo sul percorso del governatore repubblicano dell’Arkansas, Asa Hutchinson, che preme per accelerare le esecuzioni in vista della scadenza del farmaco che viene utilizzato per le iniezioni letali, il midazolam. “E’ stato un giorno faticosissimo per tutti, ma domani continueremo a lottare contro gli sforzi per bloccare la giustizia per le famiglie delle vittime” ha detto Hutchinson, che ha promesso di giustiziare gli altri sette condannati a morte.

Poche ore prima dello stop della Corte suprema, i tribunali dello stato avevano rimosso gli ostacoli al programma di Hutchison. La Corte d’appello dell’ottavo circuito aveva annullato la sospensione delle esecuzioni decisa da un giudice federale e la Corte suprema dell’Arkansas aveva respinto l’ordine che impediva l’uso del vecuronio bromuro per l’iniezione letale.

I farmaci usati per la pena di morte in moti Stato Usa (19 su 50 none seguono più condanne a morte) sono sempre più difficili da reperire. Molte compagnie farmaceutiche, soprattutto europee, ne vietano l’uso letale. Nessuno stato Usa ha mai giustiziato otto persone in dieci giorni da quando la pena di morte è stata reintrodotta dalla Corte suprema nel 1976.

ASKANEWS | 18-04-2017 08:10

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