Ceuta, 500 migranti forzano frontiera tra Marocco e Spagna

Ci sono stati anche feriti e arresti

Rabat, 17 feb. (askanews) – Circa cinquecento migranti hanno forzato la frontiera tra Spagna e Marocco a Ceuta, mentre Rabat minaccia di non controllare più i flussi migratori se una controversia agricola con l’Unione Europea non fosse risolta.

La prefettura dell’enclave di Ceuta ha contato 498 migranti che sono riusciti a ‘forzare’ la barriera che circonda quest’enclave spagnola sul continente africano, su un totale di circa 700 che hanno tentato. Si trovano ormai nel centro di accoglienza per i migranti a Ceuta.

Da parte sua il Marocco ha stimato in 250 il numero di migranti che ha provato a varcare la frontiera, 110 dei quali sono stati arrestati, secondo le cifre della prefettura di M’diq-Fnideq, che ha riferito inoltre di dieci feriti tra le forze dell’ordine e di venti tra i migranti. A Ceuta, inoltre, due migranti sono stati ricoverati in ospedale, secondo la prefettura: uno per la frattura di tibia e persone, l’altro per un non meglio precisato trauma. Undici agenti hanno a loro volta riportato lesioni nel tentativo di contenere l’ingresso di massa.

Immagini girate dalla redazione video del quotidiano locale, Faro de Ceuta, mostrano decine di migranti che vagano in strada euforici. “Ti voglio bene mamma, viva la Spagna”, gridava un giovane africano, a torso nudo e avvolto in una bandiera europea.
“Libertà, libertà!”, si sgolava un altro, con un vessillo della Spagna intorno al collo. Una volta entrati in territorio spagnolo, i migranti hanno diritto di presentare una domanda d’asilo e – se accettata – devono stabilirsi nell’Unione Europea.

Questa entrata di massa è una delle più consistenti da quando la barriera è stata rieretta nel 2005 e arriva nel pieno di una differente interpretazione tra Marocco e Ue dell’accordo di libero scambio sui prodotti agricoli e la pesca. In un arbitrato a fine 2016, la Corte di giustizia europea ha deciso che il Sahara occidentale, ex colonia spagnola controllata da Rabat, non è interessata da questo accordo, visto che il suo status non è stato concluso dalla comunità internazionale. Da allora, le associazioni che sostengono il Fronte Polisario, che reclama l’indipendenza del Sahara occidentale, hanno contestato operazioni commerciali tra il Marocco e i Paesi europei, che riguardano prodotti provenienti dal Sahara. Il Marocco ha manifestato il suo malcontento e minacciato, più o meno velatamente, di attenuare la sorveglianza tra le frontiere.

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