Appalti nelle mense Atac e Cotral, in 17 verso il processo

La vicenda sollevata dall'ex dg Rettighieri

Roma, 13 lug. (askanews) – Almeno 14 milioni di euro avrebbero potuto rimanere nelle casse del Comune di Roma e della Regione Lazio se la gestione delle mense, dei bar, dei distributori di bevande e snack, per 9 milioni in Atac e oltre 5,7 in Cotral, fosse stata affidata tra l’agosto 2013 e il dicembre 2015 attraverso regolari gare e non fosse invece rimasta in mano al dopolavoro di Cgil, Cisl e Uil. E’ l’accusa che il pm Nicola Maiorano con il procuratore aggiunto Paolo Ielo rivolgono a tre consigli di amministrazione di Atac e due di Cotral, le partecipate di Comune e regione per il trasporto pubblico locale, i cui vertici sono accusati di concorso tra loro di abuso d’ufficio per violazione del codice degli appalti e per aver erogato contributi di finanza pubblica in favore di associazioni non riconosciute che forniscono servizi.

La vicenda fu sollevata dalla denuncia del direttore generale di Atac, Marco Rettighieri, rimosso dalla Giunta Raggi, che un anno e mezzo fa puntò il dito su questi affidamenti senza gara e riscontrò anche irregolarità sulla fornitura delle gomme dei bus e sui permessi sindacali, filoni sui quali gli inquirenti stanno ancora indagando.

Per Atac hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini Roberto Grappelli (presidente), Roberto Diacetti (amministratore delegato), Antonio Galano (vicepresidente), Francesco Cioffarelli e Andrea Carlini (consiglieri) per il Cda in carica da febbraio a luglio 2013; Lo stesso Grappelli, Danilo Broggi (ad), e i consiglieri Stefano Fermante (già ragioniere generale del Campidoglio e oggi alla direzione ufficio ricostruzioni post sisma 2016 della Regione), Annamaria Graziano (direttrice del dipartimento Programmazione e attuazione urbanistica di Roma Capitale), Cristiana Palazzesi (direttore del Dipartimento Politiche Abitative) Per il Cda in carica da agosto 2013 a novembre 2014; sempre Grappelli, Broggi, Palazzesi e Fermante da dicembre 2014 a dicembre 2015.

Per quanto riguarda Cotral sono sotto inchiesta per il periodo da gennaio a novembre 2013 Vincenzo Surace (presidente e ad), il vice Domenico De Vincenzi e il consigliere Giovanni Libanori; da gennaio 2014 a dicembre 2015 la presidente Amalia Colaceci (già assessore provinciale nella giunta Zingaretti), l’ad Emilio Arrigo Giana, i consiglieri Marco Marafini, Rosanna Bellotti, Paolo Toppi.

ASKANEWS | 13-07-2017 12:23