Faremo fiorire la Luna
Secondo gli scienziati dell’Esa, il giorno in cui le piante potranno crescere sul suolo alieno è ormai vicino
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Fiori sulla Luna? Finora l’ipotesi poteva sembrare puramente fantascientifica, ma dagli esperimenti che stanno conducendo gli scienziati dell’Esa (l’ente spaziale europeo) pare una realtà possibile nel giro di pochi anni, anche se ancora molta cautela circonda gli studi.
Un pool di ricercatori ha infatti dimostrato che alcuni fiori come i garofani possono crescere e trovare nutrimento direttamente dalle rocce senza bisogno di altre sostanze. Le rocce sulle quali sono state condotte le ricerche sono composte da anortosite ridotta in granuli. Materiale terrestre, ma molto simile a quello del nostro spoglio satellite.
Finora gli esperimenti che riguardavano la crescita di piante al di fuori della nostra atmosfera sono stati condotti a bordo delle stazioni spaziali con suolo e nutrienti portati dalla Terra. Esperimenti comunque interessanti per verificare le difficili condizioni quando viene meno la protezione dello scudo magnetico terrestre.
Ma ora si tratta proprio di testare una crescita indipendente dalle sostanze terrestri, a cominciare proprio dal suolo per arrivare a fare a meno anche dei nutrienti. Il segreto è nei batteri – per forza di cose ancora terrestri – che però farebbero assorbire le sostanze nutritive alle piante direttamente dalle rocce, consentendo loro di vivere quindi senza acqua.
Si diceva che la cautela circonda ancora gli studi in corso. Infatti all’interno dello stesso ente spaziale europeo c’è chi vede la possibilità di far crescere pioante lunari ancora come troppo hollywoodiana, mentre per altri, l’ipotesi è realizzabile e costituirebbe il primo passo verso una colonizzazione del satellite o almeno verso insediamenti umani, magari solo a scopo scientifico, però con caratteristiche di stabilità.
Le ricerche sulle "piante lunari" rientrano nel rinato interesse che da qualche anno circonda la compagna della Terra dopo quasi due decenni di allontanamento. Questo soprattutto da parte di nazioni nuove ai programmi spaziali. La sonda europea Smart 1, col suo innovativo motore a ioni ha infatti terminato la sua missione nel 2006, mentre l’anno scorso sono state la sonda cinese Chang'e 1 e la giapponese Kaguya a volare verso la Luna. L'indiana Chandrayaan 1 sarà inevce lanciata fra pochi mesi.
Un pool di ricercatori ha infatti dimostrato che alcuni fiori come i garofani possono crescere e trovare nutrimento direttamente dalle rocce senza bisogno di altre sostanze. Le rocce sulle quali sono state condotte le ricerche sono composte da anortosite ridotta in granuli. Materiale terrestre, ma molto simile a quello del nostro spoglio satellite.
Finora gli esperimenti che riguardavano la crescita di piante al di fuori della nostra atmosfera sono stati condotti a bordo delle stazioni spaziali con suolo e nutrienti portati dalla Terra. Esperimenti comunque interessanti per verificare le difficili condizioni quando viene meno la protezione dello scudo magnetico terrestre.
Ma ora si tratta proprio di testare una crescita indipendente dalle sostanze terrestri, a cominciare proprio dal suolo per arrivare a fare a meno anche dei nutrienti. Il segreto è nei batteri – per forza di cose ancora terrestri – che però farebbero assorbire le sostanze nutritive alle piante direttamente dalle rocce, consentendo loro di vivere quindi senza acqua.
Si diceva che la cautela circonda ancora gli studi in corso. Infatti all’interno dello stesso ente spaziale europeo c’è chi vede la possibilità di far crescere pioante lunari ancora come troppo hollywoodiana, mentre per altri, l’ipotesi è realizzabile e costituirebbe il primo passo verso una colonizzazione del satellite o almeno verso insediamenti umani, magari solo a scopo scientifico, però con caratteristiche di stabilità.
Le ricerche sulle "piante lunari" rientrano nel rinato interesse che da qualche anno circonda la compagna della Terra dopo quasi due decenni di allontanamento. Questo soprattutto da parte di nazioni nuove ai programmi spaziali. La sonda europea Smart 1, col suo innovativo motore a ioni ha infatti terminato la sua missione nel 2006, mentre l’anno scorso sono state la sonda cinese Chang'e 1 e la giapponese Kaguya a volare verso la Luna. L'indiana Chandrayaan 1 sarà inevce lanciata fra pochi mesi.
















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