Salvare il pianeta entro il 2030
Sono uscite le "Prospettive ambientali" dell'Ocse, istruzioni d'uso per il bene della Terra
Pubblicato il 05/03/08 in Scienze e tecnologie|
Per raggiungere simili livelli di eccellenza è fondamentale il coordinamento tra le imprese - che hanno un ruolo centrale nell'eco-innovazione - e i governi, che devono:
- tradurre i costi ambientali in perdite economiche attraverso tasse "verdi" e progammi cap-and-trade (quelli che permettono per esempio lo scambio di emissioni di Co2)
- sostenere ricerca & sviluppo
- fare in modo che protezione ambientale e globalizzazione si sostengano reciprocamente attraverso la liberalizzazione del commercio e degli investimenti.
A livello sovranazionale, è necessaria una governance ambientale tra Paesi Ocse, Briics (Brasile, Russia, India, Indonesia, Cina e Sudafrica) e il resto del mondo, tra cui i Paesi che finora non hanno agganciato i benefici della globalizzazione.
Affrontare il cambiamento climatico è per esempio meno costoso se un maggior numero di Paesi partecipano al controllo delle emissioni. Si calcola che se i Paesi Ocse introducessero una "carbon tax" nel 2008, seguiti dai Pesi Briics nel 2020 e quindi dal resto del mondo nel 2030, le emissioni globali del 2050 sarebbero inferiori a quelle del 2000.

Le emissioni prodotte dall'utilizzo di energia fossile sono identificate come il maggiore problema. Se non si adottano misure coordinate, aumenteranno del 52% entro il 2030.
Il documento propone quindi due azioni che devono procedere di pari passo. Una tassazione che penalizzi le attività inquinanti e dispendiose da un lato, ricerca e sviluppo dall'altro.
Non bisogna focalizzarsi su una sola soluzione tecnologica, a esempio i biocarburanti, ma lasciare aperte tutte le opzioni e fornire incentivi per l'ulteriore innovazione.
Ricette simili vanno applicate a trasporti e agricoltura, mentre per quanto riguarda la tutela dell'ecosistema marino si propone il taglio dei sussidi alla pesca, la regolamentazione ulteriore delle sue tecniche e forti limitazioni alle quantità di pescato.
Gli ostacoli al cambiamento sono identificati nei timori che le misure danneggino la competitività economica, nella poca chiarezza su chi deve prendere decisioni e sobbarcarsi i costi e nel prezzo ancora basso delle risorse naturali e dei processi più inquinanti.
Per superarli è necessario armonizzare regolamenti e tasse a livello internazionale, far cooperare Paesi Ocse e non-Ocse, imprese, università, sindacati, organizzazioni non governative, affinché trovino soluzioni creative e low-cost, estendere i metodi del mercato per ottenere più efficienza e profitti dall'innovazione, elaborare soluzioni politiche "miste" che si adattino alle condizioni nazionali specifiche.
Gabriele Battaglia










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