• Home
  • In evidenza :

Salvare il pianeta entro il 2030

Sono uscite le "Prospettive ambientali" dell'Ocse, istruzioni d'uso per il bene della Terra

Pubblicato il 05/03/08 in Scienze e tecnologie|TAG: ambiente, ecologia, ocse, oecd, environmental outlook

L'Enciclopedia in Rete

OCSE

Affrontare le sfide ambientali è sia razionale dal punto di vista economico sia realizzabile tecnologicamente. E sul lungo periodo, i costi di ogni azione efficace sono infinitamente inferiori quelli di ogni ritardo.

Sono queste le conclusioni del rapporto "Prospettive ambientali fino al 2030" (Environmental Outlook to 2030) dell'Ocse, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico che conta 30 Stati membri, tra cui l'Italia.

Il documento identifica 5 "sfide ambientali" - cambiamento climatico, biodiversità e risorse naturali rinnovabili, acqua, qualità dell'aria, rifiuti e veleni chimici - e cerca di affrontarle mettendo in relazione sviluppo economico e politiche globali.
Nell'ambito di queste sfide, bisogna insistere su alcuni temi specifici che hanno raggiunto il livello massimo d'allarme, identificato nel documento con il simbolo del semaforo rosso (vedi tabella)



Adottando dei "pacchetti di linee-guida", la soluzione dei problemi ci costerà solo l'1% del pil globale previsto per il 2030, il che corrisponde a una crescita media annua inferiore dello 0,03% rispetto alle proiezioni. Da qui al 2030 il pil potrebbe quindi aumentare del 97% anziché del 99%, ma in compenso le emissioni di gas serra verrebbero tagliate di circa un terzo rispetto a oggi.



Quali sono queste linee-guida?
Il documento parla di "key policy actions" basate su soluzioni tecnologiche.
Se per esempio i biocombustibili di seconda generazione - che utilizzano gli scarti agricoli - saranno largamente disponibili entro il 2030, potranno essere evitati sprechi di risorse idriche e l'utilizzo eccessivo di pesticidi e fertilizzanti.

Al Gore, "Una scomoda verità"

Biodiesel e deforestazione
CERCA IN NOTIZIE