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La morte di una stella osservata per la prima volta in diretta

La ricercatrice Alicia Soderberg è stata la prima ad assistere all'esplosione di un corpo celeste

Pubblicato il 23/05/08 in Scienze e tecnologie|TAG: stella, supernova, spazio, astronomia, fisica

Due immagini della Nasa che colgono l'evoluzione della stella. Le sue dimensioni prima e dopo l'esplosione, quando diventa una gigantesca palla di fuoco

Una simulazione dell'esplosione della supernova SN 1054, che ha dato origine alla nebulosa del Granchio, nella costellazione del Toro
Le grandi scoperte non si fanno quasi mai per caso. A volte però più che l'impegno e la costanza, a premiare gli scienziati è la buona sorte. Lo sa bene Alicia Soderberg, il cui nome passerà agli annali come quello della prima ricercatrice che ha assistito alla morte, o almeno all’inizio dell’agonia, di una stella. Il fenomeno, uno dei spettacolari dell’universo, non era mai stato osservato “dal vivo”. Gli scienziati si erano dovuti accontentare di simulazioni al computer. “Una stella è esplosa proprio davanti ai miei occhi” ha spiegato Alicia, ricercatrice alla Princeton University del New Jersey.

Lo scorso gennaio, in un giorno come tanti, l’astrofisica stava osservando lo spazio profondo attraverso lo schermo del suo computer. In un angolo si aspettava di vedere un piccolo, monotono sbaffo, testimonianza di una supernova vecchia di circa un mese. Invece quello che apparve davanti ai suoi occhi fu tutt’altro che noioso. Una luce estremamente intensa emerse dallo spazio.

Soderberg guarda alla scoperta come a un evento davvero fortunato. Aveva chiesto a Neil Gehrels di indirizzare il satellite Swift verso una precisa coordinata, per poter studiare un’altra supernova. Con lei c’era inoltre il suo collega Edo Berger, che aveva il compito di tenere d’occhio lo schermo mentre Alicia stava tenendo alcune lezioni.
“È stata davvero una catena di eventi fortunati, una vera sorpresa – ha spiegato l’astrofisica, che ora sta guidando il gruppo impegnato nello studio dell’esplosione -. È stata tutta una questione di minuti”.

Soderberg e Berger volevano osservare una supernova conosciuta come SN 2007uy nella galassia NGC 2770, localizzata a 90 milioni di anni luce dalla Terra, nella costellazione di Lynx (la Lince). L’improvvisa apparizione vicino ai raggi-X emessi dalla nuova supernova, catturati con facilità dal satellite Nasa dotati di strumenti in grado di cogliere anche i raggi gamma e gli ultravioletti, ha portato gli scienziati sulla nuova strada.
Senza i potenti mezzi di Swift, un evento tanto raro non avrebbe potuto essere colto.

“Questo fenomeno è stato ipotizzato già 30 anni fa, ma ora è stato osservato per la prima volta – ha spiegato Roger Chevalier, professore di astronomia all’università della Virginia – “Queste sono le prime osservazioni della luce di una supernova dopo il collasso centrale che ha avviato l’esplosione”.

Quando una stella è prossima alla fine della propria esistenza, la pressione di radiazione del nucleo non è più in grado di contrastare la gravità degli strati più esterni dell'astro. Di conseguenza il nucleo va incontro ad un collasso, mentre gli strati più esterni vengono espulsi in maniera più o meno violenta; ciò che resta è un oggetto estremamente denso: una stella degenere. Anche se sono numerosissime, l’uomo ha poche speranze di assistere alla morte di una stella. La loro vita dura infatti miliardi di anni.
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