Un lago di acqua allo
stato liquido in Antartide è di per sé un idea pazzesca e se poi aggiungete che la temperatura dell'acqua dovrebbe sempre essere intorno ai 10 gradi sopra lo zero lo è ancora di più. Il lago
Vostok è un'enorme massa d'acqua lunga
250 km, ben
cinque volte il nostro lago di Garda, e profondo fino a 500 metri. Ma soprattuto è un lago sepolto da una
calotta di ghiaccio spessa quattro chilometri: la superficie del lago non vede il sole da circa
venti milioni di anni.
Dopo circa
trent'anni di trivellazioni, l'anno scorso il ministro dell'Ecologia russo Yuri Trutnev aveva previsto il raggiungimento di questo lago sublaciale nel 2012, annunciando un "evento di portata mondiale". I lavori di perforazione del ghiaccio antartico erano stati interrotti nel 1998 a 3.580 metri di profondità, praticamente a 188 metri dalla meta. Lo stop era stato deciso in seguito a numerosi appelli della Comunità internazionale, che esortavano ad attendere
tecnologie di perforazione più sicure, per
evitare la contaminazione dell'acqua con batteri, microbi e altri materiali moderni.
Il misterioso bacino è stato raggiunto in questi giorni da un
team di scienziati russi e, assieme alle teorie sulle possibili scoperte di organismi mai visti, dall'enorme lago riaffiora anche la storia dei
resti di Hitler, che potrebbero essere stati trasportati in Antartide alla fine della Seconda guerra mondiale. Più che resti,
campioni di dna, con l'obiettivo di
clonare il Fuehrer ed Eva Braun, la compagna morta con lui.
Il Grande Ammiraglio Karl Doenitz si inorgogliva del fatto che una flotta sottomarina tedesca avesse creato "
una fortezza inespugnabile per il Fuehrer all'altro capo del mondo", ovvero in Antartide. Secondo gli archivi navali tedeschi, mesi dopo la resa nazista agli alleati, nel 1945, il
sottomarino U-530 arrivò da Kiel al Polo Sud. I membri dell'equipaggio avrebbero costruito una
grotta di ghiaccio, dove avrebbero stoccato varie scatole, con "reliquie del Terzo Reich".Un ultimo mistero: ufficialmente i primi campioni di acqua saranno prelevati solo a dicembre, per evitare contaminazioni dai gas usati per le perforazioni ma i Russi si sono portati avanti.
Dall'Accademia delle Scienze russe riferiscono che i primi campioni sono già
in viaggio verso Mosca e Pietroburgo: Nina Zaitsvea, capo specialista della Divisone Scienze Terrestri ha dichiarato: "
Nessuno sa cosa troveremo".