Metropolitana, uno status symbol tutto cittadino
Nuove linee vengono costruite in tutto il mondo anche per motivi d'immagine

Il trasporto su rotaia sta vivendo un vero e proprio boom. Per Businessweek “ovunque ti volti, nuovi treni ad alta velocità stanno trasportando passeggeri per lunghe tratte sempre più rapidamente”. Un viaggio da Parigi a Londra è in tal modo più semplice di un volo, i treni giapponesi ultrarapidi macinano le 320 miglia che separano Tokyo da Osaka in 2 ore e mezza e a Shanghai treni a lievitazione magnetica sfrecciano tra le città a 268 miglia all’ora. Ma mentre l’alta velocità fa incetta di consensi, è il ben più mondano business delle metropolitane che ha permesso alle società di trasporti di fare affari d’oro.
Alcune città costruiscono linee sotterranee ben oltre la loro necessità. Non è il caso di alcuni Paesi del Medio Oriente, come Dubai o Riyad, dove i residenti, spinti dall’aumento delle ricchezze, hanno acquistato così tante auto da non avere più spazio per guidarle.
Altre nazioni stanno invece cercando semplicemente un moderno status symbol. Costruire la metropolitana non trasforma ogni cittadina in una nuova Londra o Parigi, ma è un modo per annunciare al mondo la propria modernità.
Un ottimo esempio di questo nuovo trend nelle infrastrutture è Rennes, capitale della Bretagna con 212 mila abitanti, che ha migliorato di molto la sua immagine da quando ha installato la metropolitana nel 2002. Il suo sistema privo di guidatore è lo stesso utilizzato a Torino e inaugurato poco prima delle Olimpiadi Invernali del 2006. Anche l’isola spagnola di Maiorca ha optato per la metrò, una piccola linea inaugurata ad aprile per attrarre più turisti verso la sua capitale, Palma: peccato che sia stata chiusa a settembre, per cattiva gestione.
Le dimensioni di una città determinano il suo bisogno di un sistema metropolitano. Città con milioni di abitanti – o quelle che prevedono una grande crescita demografica – non possono non puntare su trasporti rapidi e di massa. E così se i finanziamenti non sono un problema, si opta per la metrò, anche nei piccoli centri. “I tram hanno un’immagine vecchia, da 19esimo secolo, al pari dei cavalli nelle strade” ha spiegato Jean-Noël Debroise, il vice presidente di Alstom, la società di trasporti francese che ha costruito un quarto delle metropolitane del mondo.





















