Unione europea, via libera al mais ogm
Il sì della Commissione interessa anche riguarda anche la barbabietola. Per le associazioni ambientaliste cresce il rischio di assumere inconsapevole di cibo modificato

25/10/2007La Commissione europea ha dato il via libera definitivo al commercio del mais transgenico 59122 della Pioneer, noto come Hercules RW.
La decisione è arrivata dopo che i rappresentanti dei 27 Stati membri non sono riusciti a raggiungere una maggioranza a favore né contraria.
Con l'imprimatur di Bruxelles termina la lunga procedura di autorizzazione la cui decisione è rimasta nelle mani della sola Commissione europea, proprio per l'impossibilità del Consiglio dei ministri Ue di trovare sulla questione una posizione comune.
Il via libera alla commercializzazione riguarda anche altri 3 ogm: la barbabietola da zucchero H7-1 e due mais ibridi, il 1507xnk603 e il 603xmon810.
Complessivamente salgono a quindici i nuovi ogm che sono stati autorizzati dall’Unione europea, tuttavia nessuno di essi è stato ancora autorizzato per la coltivazione.
La decisione della Commissione ha sollevato le polemiche delle associazioni ambientaliste. “Una decisione gravissima. Ancora una volta l'incapacità di decidere dei governi porta a prendere una decisione che va contro il volere della maggioranza dei cittadini europei, che più volte hanno espresso la loro contrarietà agli ogm”, ha commentato Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente.
“Ancora una volta la Commissione europea decide di autorizzare la commercializzazione di un prodotto transgenico benché la maggioranza dei paesi membri abbia già espresso la propria contrarietà è un fatto molto grave", ha sottolineato Mario Capanna, Presidente della Fondazione diritti genetici, definendo la scelta di Bruxelles "offensiva". “Questa decisione - prosegue Capanna - dimostra in modo evidente come alcuni tecnocrati si sostituiscano nella decisione alla volontà dei popoli europei che attraverso i loro governi hanno espresso a più riprese e in più sedi la loro contrarietà a una alimentazione contenente ogm”.
La stessa fondazione denuncia, in un comunicato stampa, che nonostante numerosi studi indipendenti abbiano rilevato importanti effetti tossicologici sulle cavie, il mais modificato sarà introdotto nella catena alimentare.
Perplessità vengono anche dai sindacati. “Una decisione indecente che deve essere cambiata", ha affermato anche il segretario nazionale della Flai-Cgil Antonio Mattioli, indignato sopratrutto per il via libera alla commercializzazione in Europa della barbabietola da zucchero. "È indecente - ripete Mattioli - che Bruxelles decida prima di tagliare la produzione europea naturale di barbabietola e l'Italia ha dovuto tagliare la sua produzione del 50% e poi dia il via libera sul mercato dell'Unione di barbabietole ogm”.
E le pizze saranno ogm, senza saperlo. Il rischio c’è ed è alto: questa è l’opinione di Ludger Fischer, responsabile del tavolo agroalimentare della Ue. Per farina e lievito non sono previsti obblighi di etichettatura. Lo stesso vale per il formaggio che, come rileva il responsabile Ue, “potrebbe contenere enzimi ogm, ma, siccome vengono distrutti dal processo produttivo, non c'é l'obbligo di etichetta".
Infine l'olio: “Questo - dice Fischer - é un punto delicato. Quelli di soia e di colza hanno una grande produzione a livello mondiale di ogm. Mentre non c'é produzione in Europa”, che pure consente “l'importazione e l'esportazione» e «permette l'arrivo di questi prodotti”.
La decisione è arrivata dopo che i rappresentanti dei 27 Stati membri non sono riusciti a raggiungere una maggioranza a favore né contraria.
Con l'imprimatur di Bruxelles termina la lunga procedura di autorizzazione la cui decisione è rimasta nelle mani della sola Commissione europea, proprio per l'impossibilità del Consiglio dei ministri Ue di trovare sulla questione una posizione comune.
Il via libera alla commercializzazione riguarda anche altri 3 ogm: la barbabietola da zucchero H7-1 e due mais ibridi, il 1507xnk603 e il 603xmon810.
Complessivamente salgono a quindici i nuovi ogm che sono stati autorizzati dall’Unione europea, tuttavia nessuno di essi è stato ancora autorizzato per la coltivazione.
La decisione della Commissione ha sollevato le polemiche delle associazioni ambientaliste. “Una decisione gravissima. Ancora una volta l'incapacità di decidere dei governi porta a prendere una decisione che va contro il volere della maggioranza dei cittadini europei, che più volte hanno espresso la loro contrarietà agli ogm”, ha commentato Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente.
“Ancora una volta la Commissione europea decide di autorizzare la commercializzazione di un prodotto transgenico benché la maggioranza dei paesi membri abbia già espresso la propria contrarietà è un fatto molto grave", ha sottolineato Mario Capanna, Presidente della Fondazione diritti genetici, definendo la scelta di Bruxelles "offensiva". “Questa decisione - prosegue Capanna - dimostra in modo evidente come alcuni tecnocrati si sostituiscano nella decisione alla volontà dei popoli europei che attraverso i loro governi hanno espresso a più riprese e in più sedi la loro contrarietà a una alimentazione contenente ogm”.
La stessa fondazione denuncia, in un comunicato stampa, che nonostante numerosi studi indipendenti abbiano rilevato importanti effetti tossicologici sulle cavie, il mais modificato sarà introdotto nella catena alimentare.
Perplessità vengono anche dai sindacati. “Una decisione indecente che deve essere cambiata", ha affermato anche il segretario nazionale della Flai-Cgil Antonio Mattioli, indignato sopratrutto per il via libera alla commercializzazione in Europa della barbabietola da zucchero. "È indecente - ripete Mattioli - che Bruxelles decida prima di tagliare la produzione europea naturale di barbabietola e l'Italia ha dovuto tagliare la sua produzione del 50% e poi dia il via libera sul mercato dell'Unione di barbabietole ogm”.
E le pizze saranno ogm, senza saperlo. Il rischio c’è ed è alto: questa è l’opinione di Ludger Fischer, responsabile del tavolo agroalimentare della Ue. Per farina e lievito non sono previsti obblighi di etichettatura. Lo stesso vale per il formaggio che, come rileva il responsabile Ue, “potrebbe contenere enzimi ogm, ma, siccome vengono distrutti dal processo produttivo, non c'é l'obbligo di etichetta".
Infine l'olio: “Questo - dice Fischer - é un punto delicato. Quelli di soia e di colza hanno una grande produzione a livello mondiale di ogm. Mentre non c'é produzione in Europa”, che pure consente “l'importazione e l'esportazione» e «permette l'arrivo di questi prodotti”.














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