Il
maltempo che ha caratterizzato le ultime settimane, accompaganto dalle
frane, dagli smottamenti e dalle alluvioni che hanno investito la nostra penisola negli ultimi giorni a causa delle
intense precipitazioni, potrebbe essere una spia di allarme. «Prendendo in esame l'evoluzione atmosferica attuale e futura - ci spiega Madrigali - si evince un nuovo marcato
peggioramento del clima autunnale, con un avvicendarsi continuo di perturbazioni al quale non si assisteva da anni. L'
onda di Rossby e l'espansione del Vortice Polare, stanno favorendo e continueranno a incentivare,
piogge estese e persistenti, con
venti intensi e mari agitati, con abbondante
neve in arrivo sulle Alpi ed a seguire, sulle cime dell'Appennino».
Ma i ghiacciai non si stavano ritirando? «In realtà i ghiacci stanno subendo una logica frenata di arretramento e stanno iniziando una nuova espansione progressiva, resa palese dalle condizioni peggiorative oramai diventate una regola e non più un'eccezione (come invece accadeva negli anni '80-'90). A dimostrazione di un cambio importante termico sulle Alpi, vi è l'apertura anticipata della stagione invernale e la situazione è favorevole a ulteriori e consistenti apporti nevosi sui rilievi».
Si tratta di una buona notizia per chi temeva l'estinzione delle nevi perenni... «In realtà vale la pena ricordare che le conseguenze di un
global cooling sono assai più micidiali e marcanti, del
global warming, sia dal punto di vista economico che sociale, e sicuramente nel prossimo futuro, sarà importante non perseverare nell'errore, ma riflettere e prendere le dovute contromisure».
Madrigali trova una conferma alle proprie previsioni anche dall'osservazione del
quadro climatico dell'emisfero australe «L'invadenza del Vortice Polare Antartico sul Sud del mondo è aumentata considerevolmente. Ondate di freddo eccezionali hanno infatti colpito negli scorsi mesi il Sudamerica arrivando a uccidere persino numerose specie tropicali».
Ma chi avverte una qualche responsabilità a carattere antropico nell'assistere all'erosione delle 'mezze stagioni', come sostiene il climatologo, può riporre altrove i propri sensi di colpa. «Il
fattore umano in questo caso non c'entra - rassicura Madrigali -. L'urbanizzazione e il cemento arrivano al massimo ad alterare il microclima di un'area ristretta, causando maggiore escursione termica. La mia ipotesi si riconduce a fasi evolutive geologiche più ampie... Stiamo attraversando la parte finale dei circa 12.000 anni che caratterizzano la
durata di un'era interglaciale. Al punto in cui siamo giunti, ogni nuovo intervallo verso il freddo potrebbe essere quello scatenante l'avvio di una
nuova era glaciale, causando l'innesco del 'punto di non ritorno'».
Le teorie e le previsioni di Roberto Madrigali si possono seguire sul sito internet
meteoclima.net oppure in Toscana e Lazio sulle emittenti televisive TV9 e RomaUno TV. (L.F.)