IN VIRGILIO

Intervista a Raoul Chiesa. Pioniere degli hacker, oggi protagonista della lotta al cyber crime

Chi sono i nuovi hacker? Dove arriva l’ultima frontiera del crimine informatico? Quanto vale un Pc 'zombificato'? Viaggio nel far west telematico con una guida d’eccezione: Raoul “Nobody” Chiesa

Pubblicato in Scienze e tecnologie|TAG: raoul chiesa, hacker, ethical hacker, botnet, rbn

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Profilo Hacker

La scienza del criminal profilig applicata al mondo dell'hacking. Di Raoul Chiesa e Silvio Ciappi

Pioniere degli hacker italiani, Raoul 'Nobody' Chiesa oggi si occupa professionalmente di cyber crime e di sicurezza informatica ad alto livello, collaborando in progetti nazionali ed internazionali. Lo abbiamo incontrato al Security Summit, importante appuntamento dedicato alla sicurezza It organizzato dal Clusit e da Edipi.

«Sono diventato hacker per curiosità. Per l’emozione di collegarmi su rete Itapac con l’altro emisfero quando internet non esisteva ancora. Per la sfida a trovare la 'combinazione' giusta e aprirmi un varco in zone off limits...». Così Raoul comincia a raccontarsi, svelando l'origine della propria passione. Premesse che lo conducono presto a compiere eclatanti intrusioni su reti informatiche, come quella nel ‘95 sulla rete della Banca d'Italia, conclusasi con un patteggiamento di pena di cui si pente ancora oggi «mi accusarono di “violazione sistema informatico protetto”: ma in realtà, lì, nulla era protetto».

Quando decide di mettere le proprie competenze al servizio del lato chiaro della forza, per tutelare i sistemi informatici delle aziende, nessuno lo prende sul serio: «dicevano che ero troppo giovane e l’idea di eseguire un penetration test su una rete era accolta come una proposta oscena».
Adesso le cose sono cambiate, le sue consulenze sono richiestissime e ha coronato il sogno di tutti gli hacker: essere pagato dalle società per attaccarle e dimostrare così le falle dei loro sistemi di sicurezza. Per questo si definisce un 'hacker etico'.

Ma chi sono gli hacker, oggi?

«Il panorama è molto sfaccettato.  Hanno età diverse,  abitano contesti diversi,  lo fanno per motivi diversi. Dopo 4 anni di ricerca avviata con il progetto internazionale Hpp-hacker's profiling, abbiamo individuato nove  tipologie: si va dallo Script Kids, i figli della generazione internet, giovanissimi smanettoni (dai 7, 8 anni ai 12) che scaricano gli script da internet (ai miei tempi dovevamo scriverceli da soli…) e cercano di ‘sfondare’ la rete del vicino; fino ai Military Hacker, arruolati all'interno di corpi speciali di stampo militare, che vedono la luce agli inizi degli anni ’90 con la Guerra del Golfo.  Poi abbiamo identificato il Wannabe Lamer (l’imbranato), il Cracker (il distruttore), l’Ehical Hacker (l'hacker "etico"), il Quiet, Paranoid & Skilled Hacker (l'hacker "paranoico"), il Cyber Warrior (il mercenario), l’Industrial Spy (la spia industriale), il Governative Agent (l’agente governativo).
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