I dischi in vinile tornano alla ribalta
I vinili ritornano sugli scaffali

Affascinati dalle copertine, dagli inserti e, forse, anche dalla riscoperta di possedere un oggetto decisamente più concreto di un file MP3, gli appassionati di musica mostrano una nuova tendenza verso la riscoperta delle glorie musicali del passato, esclusivamente su vinile.
I più tecnici possono elencare una lunga serie di vantaggi a favore della qualità di riproduzione analogica ma chi ha orecchie per sentire, ricerca più che altro musica "nuova", in questo caso da leggere come "vecchia", quasi dimenticata. E le case discografiche non possono fare a meno di cavalcare l'onda.
Le vendite di dischi in vinile, negli Stati Uniti come altrove, rappresentano ben poca cosa per le major che oltre oceano nel 2007 hanno registrato percentuali pari allo 0,2%, contro un 10% di download digitali e un ovvio 89,7% per i CD (Nielsen SoundScan). Cionondimeno la tendenza è evidente soprattutto nei negozi specializzati, o anche nei siti di aste online come eBay, che tra l'altro non concorrono al tracciamento delle statistiche. In alcuni casi, l'aumento di vendite di vinile è arrivato oltre il 30% e spesso i produttori indipendenti non riescono a soddisfare la domanda.
La crescita a due cifre è avvertita anche dai grandi dell'industria, come WEA, distributore statunitense di Warner Music Group e persino il sito di vendite online Amazon ha creato una sezione apposita per i vinili, con una scelta tra 150.000 titoli.
Grandi artisti, da Bob Dylan agli U2 o Amy Winehouse, offrono le loro performance in edizione limitata anche su vinile, magari includendo un "buono" per scaricare i medesimi brani in digitale e se l'orecchio è importante anche l'occhio vuole la sua parte, così si rivedono i picture disc o altri in forme originali, tutto pur di conquistare anche il senso della vista. Ma non solo, la ricchezza di documentazione, le sorprese come foto firmate, poster e quant'atro rappresentano la gioia dei collezionisti e degli appassionati che desiderano sentirsi il più vicino possibile ai propri beniamini.
Per tutti è comunque la riscoperta del vecchio formato "ad alta risoluzione": la migliore qualità offre suoni più corposi e caldi rispetto ai CD e ai file MP3, quasi inascoltabili al confronto, soprattutto se molto compressi. Dall'altra parte, sibili, fruscii e gli occasionali difetti di riproduzione sono considerati parte integrante positiva dell'esperienza di ascolto.
Si pensi al mondo delle discoteche, tutt'ora ben affezionato ai vinili di vecchia e nuova produzione, e ai collezionisti di una certa età disposti a spendere anche cifre importanti per un album ultra raro. E' chiaro che il mercato è e rimane di nicchia e difficilmente le nuove generazioni potranno farlo rivivere ma è altrettanto importante notare che probabilmente non è il mezzo a fare la differenza, ma la musica che contiene.





















