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Apple, la rivoluzione si chiama iPad

"Un prodotto magico e rivoluzionario", l'ha definito Steve Jobs. E' l'attesissimo tablet touchscreen che promette una svolta anche nell'editoria digitale

Pubblicato il 30/01/10 da ApCom in Scienze e tecnologie|TAG: apple, ipad, steve jobs

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Si chiama iPad il nuovo dispositivo della Apple, presentato da Steve Jobs allo Yerba Buena Center di San Francisco. Così come era largamente atteso, si tratta di un tablet touchscreen: un piccolo computer portatile senza tastiera. "Vogliamo iniziare il 2010 introducendo oggi un prodotto magico e rivoluzionario", sono state le prime parole di Jobs. Il maxi-ipod sarà molto utile per spingere la vendita di contenuti editoriali.

"Questo dispositivo - ha spiegato Jobs - è molto meglio di un portatile e molto meglio di un telefono. Potete rigirarlo come volete, per vedere l'intera pagina è fenomenale. Sottile, potete cambiare l'homescreen. Quello che fa questa macchina è straordinario. Potete navigare il web ed è la migliore web experience che abbiate mai avuto". Tra le caratteristiche, pesa meno di 700 grammi con una batteria che dura 10 ore. Il display è da 9,7 pollici e ha connettività Wi-fi e Bluetooth. Sull'iPad possono girare le applicazioni per iPod Touch e iPhone. Come questi ultimi dispositivi ha bussola, altoparlante e microfono. Mancano fotocamera e Gps. Il prezzo negli Usa, a seconda della memoria, oscilla tra i 499 e gli 829 dollari. Uscirà secondo Apple in tutto il mondo a fine marzo. In Italia il prezzo sarà determinato anche da eventuali piani tariffari "telefonici".

Nei giorni scorsi ci sono state trattative serrate tra Apple e le case editrici sul sistema di prezzi che verrà adottato per i libri in formato elettronico, gli e-book, da visualizzare sul tablet della casa californiana. IPad, infatti, ha introdotto iBook, il corrispettivo "letterario" di iTunes: uno store virtuale da cui scaricare a pagamento libri e giornali. Apple sta trattando anche con diverse reti televisive, puntando a ampliare l'offerta di contenuti, ma queste ultime sarebbero più scettiche sull'operazione. E intanto Amazon prepara le sue contromosse: nei mesi scorsi il gigante delle vendite di libri via internet ha a sua volta lanciato un apparecchio per gli e-book, il Kindle, e punta su una diversa strategia di prezzi. La tattica di Apple si baserebbe sul dare maggiori possibilità di scelta alle case editrici, e prezzi più elevati: due fasce principali, 12,99 e 14,99 dollari, più una ulteriore fascia ridotta, ma con titoli più limitati a 9,99 dollari. L'azienda di Jobs incasserebbe il 30 per cento dei ricavi, e alle case editrici andrebbe il restante 70 per cento.

Nei mesi scorsi Amazon ha invece puntato su una politica basata su un prezzo unico di fascia bassa: 9,99 dollari per qualunque titolo, best seller inclusi. Consapevole della minaccia che giunge da Apple, la scorsa settimana la società internet ha tenuto una serie di incontri con case editrici a New York per chiarire che non modificherà la sua policy sui prezzi.

A creare resistenze tra le case editrici sarebbe la quota di ricavi rivendicata da Apple: questo 30 per cento minerebbe il loro fatturato effettivo a dispetto di prezzi di partenza più elevati rispetto ad Amazon. Quanto alle reti Tv il quadro è meno chiaro, queste ultime temono inoltre che accordi di distribuzione con Apple potrebbero compromettere le relazioni con le compagnie di trasmissione via cavo o via satellite. (Apcom)

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