La Rete si mobilita per cambiare il Paese
Si moltiplicano le iniziative dal "basso" che vorrebbero una politica diversa. Girotondi virtuali o spie di un cambiamento?

Blog, petizioni e iniziative popolari che muovono da Internet abbracciando la causa del malgoverno non sono una novità…
Ma il numero delle persone coinvolte cresce esponenzialmente e le iniziative si strutturano assumendo via via forme che alimentano un movimento politicamente trasversale, socialmente eterogeneo, bene informato, indistintamente diffuso su tutta la penisola, accomunato dal disamore nei conforonti della politica attuale e dei suoi rappresentati.
Forse vale la pena soffermarsi un attimo sul fenomeno e non liquidarlo come un consueto "travaso di pathos collettivo" via web.
Matteo, uno dei 21 milioni* di utenti che mensilmente frequenta il nostro portale, alimenta il torrente di commenti suscitato dall’articolo su La Casta e, rivolgendosi a Salvo_77, alle 18.44 del 16 giugno, scrive:
«Per favore, puoi aiutarmi a farmi capire bene il procedimento "ufficiale" per la costituzione di un partito elettorale. Non sto scherzando, sono serissimo. Sto allestendo un sito web. Dai un'occhiata ai siti qui sotto, sto cercando di promuoverli. Ripeto non scherzo e non vorrei farti perdere tempo.
Grazie e ciao.»
I siti che Matteo segnala sono quelli di un movimento di liberi cittadini accomunati dalla “voglia di combattere la stagnazione che continua a persistere nel nostro tessuto sociale”; di una webzine che si autodefinisce “il primo quotidiano online dei cittadini” e che raccoglie le firme per la Petizione per una politica etica e per un Parlamento senza condannati; e la petizione online di supporto alla richiesta di Referendum per abbassare i privilegi e le pensioni dei politici.
Proprio il tema delle pensioni d’oro dei nostri politici, in tempi in cui si fa sempre più concreta la prospettiva di dover lavorare più a lungo prima di poter accedere ai benefici previdenziali, suscita reazioni accorate: l’articolo che denuncia i privilegi dei nostri politici in materia, registra 175mila pagine viste e riceve in pochi giorni oltre 2600 commenti. Il forum avviato sulle polemiche suscitate dalla Finanziaria e che adesso affronta il capitolo "previdenza" conta quasi 60mila messaggi.
Il “malgoverno” nei blog dà vita a in un carosello di notizie, opinioni e proposte accomunate dall’indignazione diffusa ma che politicamente si riconducono a un fronte che in molti casi si definisce apolitico e che promuove il “partito” degli astensionisti.
Ci troviamo di fronte a un immenso girotondo via web, inarrestabile e senza bandiere.
Più ambulanze, banche e lecca lecca per tutti! propone ironicamente Lasterisco su Bloggherellando. Buongiorno Italia e tanti auguri!, chiosa Billiconedi denunciando l’ultimo aumento di stipendio che si sono concessi i nostri parlamentari. Mioanna la butta sul ridere e propone un calambur di onorevoli nomi. Tartassati è il titolo di un blog che già dice tutto, mentre su Malcostume, giova88vr, 19 anni, si rivolge in una lettera direttamente ai politici: La frustrazione, signori, è tanta.
Tra petizioni, blog, newsgroup e forum sta montando un’esasperazione che si presta a facili letture (gli eterni scontenti, brontoloni e disfattisti) ma che a un’interpretazione più attenta rivela tratti peculiari e, grazie al mezzo di cui dispone, una facilità di comunicazione che non ha eguali.
Non sappiamo se a bollire nel mare magnum di Internet sia una pentola di fagioli o il preludio di un vulcanico movimento popolare, ma pare comunque azzardato relegare il fenomeno al regno virtuale.
Laura Ferrari
(* Dati Audiweb, report censuario)














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