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referendum 2011

Referendum 2011: quorum al 57% e trionfo dei Sì. Berlusconi ammette la sconfitta. Che succede

Passano tutti i quesiti. Polemica sulle dichiarazioni di Maroni a urne aperte. Bersani: il governo è su un altro emisfero

I RISULTATI DEL REFERENDUM 

QUORUM     Tutti e 4 i referendum hanno raggiunto il quorum e si attestano al 54% degli elettori aventi diritto al voto.

I Sì trionfano. I voti dei Sì oscillano tra il 94% e il 96% delle schede scrutinate.

Le principali reazioni a botta calda
Il premier Berlusconi ha detto che "il governo e il parlamento hanno ora il dovere di accogliere pienamente il responso dei quattro referendum" e ancora: "L'alta affluenza nei referendum dimostra una volontà di partecipazione dei cittadini alle decisioni sul nostro futuro che non può essere ignorata".

Il ministro Calderoli: "Alle Amministrative due settimane fa abbiamo preso la prima sberla, ora con il referendum è arrivata la seconda sberla e non vorrei che quella di prendere sberle diventasse un`abitudine. Per questo domenica andremo a Pontida per dire quello che Berlusconi dovrà portare in Aula il 22 giugno, visto che vorremmo evitare che, in quanto a sberle, si concretizzi il proverbio per cui non c`è il due senza il tre"

Per Di Pietro il risultato del referendum è "straordinario" e nessun partito deve metterci sopra "il cappello", anche perché "quando raccoglievamo le firme molti dicevano che aiutavamo Berlusconi".

Il ministro La Russa: "Per il governo non cambia nulla". La Lega ha convocato una riunione del partito nella sede di via Bellerio a Milano.

Il segretario Pd Bersani: "Questo è stato un referendum sul divorzio tra governo e paese: credo che questo eccezionale fenomeno di partecipazione abbia detto che il governo è su una strada diversa da quella su cui viaggia il paese, il governo vive su un altro emisfero. Ora tocca a noi dare risposte positive e siamo pronti a definire un altro programma di politica energetica e a discutere un'altra proposta di legge sull'acqua e un miglioramento del servizio giustizia per tutti i cittadini che sono tutti uguali di fronte alla legge".

Claudio Scajola è il primo esponente del Pdl che parla di "segnali di disagio per il nostro Governo" a valle dei risultati del referendum.

In tarda mattinata, il ministro degli interni Maroni si è lasciato "scappare" a urne ancora aperte che secondo le proiezioni degli esperti del Viminale il quorum dovrebbe essere raggiunto. Il Pd protesta per le sue parole: "È incredibile e inopportuno che il ministro dell`Interno abbia parlato di proiezioni sul risultato del referendum ad urne ancora aperte".

E, a urne aperte ha rotto il silenzio anche Berlusconi: "Dovremo dire addio al nucleare in seguito del voto popolare".

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