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Approvato il processo breve. Berlusconi: i giudici sono plotoni di esecuzione

Il decreto legge è passato in prima lettura: 163 sì, 130 contrari. Bagarre in aula fra cartelli e lanci di fascicoli. Polemiche dei senatori del Pd, Udc e Italia dei valori: è uno scempio per la giustizia

Pubblicato il 21/01/10 in Politica|TAG: giustizia, prescrizione, magistrati, immunità, ddl

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Processo breve, bagarre al Senato

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Approvato il ddl al Senato, adesso va alla Camera

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I processi a rischio

"Sono tutti intellettualmente disonesti, non sono problemi di Berlusconi ma aggressioni al presidente del Consiglio. Il processo breve è un processo lungo e prevede tempi ancora troppo lunghi".  E' questo il duro commento di Silvio Berlusconi alle critiche dell'opposizione, secondo cui le nuove norme sono state studiate e fatte approvare velocemente proprio per consentire al premier di avvalersene nei processi che lo riguardano. Il Cavaliere ha poi puntualizzato di non ritenere il provvedimento anticostituzionale, "è l'Europa che ce lo chiede. E c'è la Costituzione che ci dice che i processi debbono avere tempi certi e ragionevoli". 

"I miei avvocati insistono" nel dirmi di non andare perché "se andassi mi troverei di fronte non delle Corti giudicanti ma dei plotoni di esecuzione", continua il premier commentando tutte le polemiche scatenate dall'approvazione, da parte del Senato, del ddl sul processo breve.

L'APPROVAZIONE DEL DDL
L'aula del Senato ha approvato in prima lettura il disegno di legge che istituisce il cosiddetto processo breve e porta all'estinzione i procedimenti che non rispettano le scadenze temporali fissate dalle nuove norme. I voti favorevoli sono stati 163, i contrari 130, gli astenuti due. Il provvedimento passa ora all'esame della Camera.

Astenuti Enrico Musso del Pdl e Alberto Maritati del Pd. Dal settore dell'Italia dei Valori si sono alzati dei cartelli con la scritta 'Berlusconi fatti processare', poi rimossi dai commessi di palazzo Madama su richiesta del presidente dell'assemblea, Renato Schifani.

BAGARRE IN AULA
Bagarre in Aula al Senato prima e dopo il voto sul ddl che introduce il processo breve. Dopo le dichiarazioni di voto, il gruppo dell'Idv si è alzato e ha esposto alcuni cartelli contro la norma, con i quali invitavano il presidente del Consiglio a "farsi processare". Immediata la reazione dei commessi, che però hanno avuto le loro difficoltà a togliere i cartelli dalle mani dei senatori, soprattutto da quelle di Stefano Pedica, particolarmente abile nel tenere lontano il foglio con il quale annunciava la "morte della giustizia".

A un certo punto, vista la bagarre, è intervenuto in prima persona anche il senatore del Pdl Domenico Gramazio, il quale ha letteralmente lanciato il fascicolo degli emendamenti alla volta del gruppo Idv, colpendo il collega Alfonso Mascitelli. Stessa scena, ma senza lancio di oggetti, anche dopo il voto favorevole del Senato alla norma.


OPPOSIZIONE: "E' UNO SCEMPIO"

Primo via libera al processo breve, nonostante le critiche dell'opposizione: "Sarà uno scempio per la giustizia", e "solo per salvare il premier dai suoi processi", questi gli attacchi dei senatori Pd, Idv e Udc. Accuse respinte dal centrodestra: "Non siamo pecore che seguono il pastore", si difende la maggioranza con il vicepresidente dei senatori del Pdl Gaetano Quagliariello, rivendicando di aver messo in campo norme che, lungi dal mandare al macero i processi, serviranno invece ad assicurare 'tempi ragionevoli' per ottenere giustizia. Bersani scomoda persino il film campione di incassi diretto da James Cameron e ha detto: "Se si va avanti così, si finisce come Avatar". Fuori dal Senato alcuni manifestanti del popolo viola.

CHE COS'E' IL PROCESSO BREVE
Composto da tre articoli, il ddl prevede tra l'altro che la prescrizione scatti dopo due anni dalla richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero per i processi in corso in primo grado e per reati "inferiori nel massimo ai dieci anni di reclusione", con una lunga lista di esclusioni. Per quanto riguarda la norma sulla prescrizione, il ddl prevede che l'imputato possa non avvalersi dell'estinzione del processo, presentando una dichiarazione in udienza. Il provvedimento è stato messo a punto dal legale del premier e deputato del Pdl Niccolò Ghedini. ECCO IL TESTO

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