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Scoppia la polemica sul "sindaco-sceriffo"

Cofferati: "Norme precise devono garantire che siano rispettati i diritti fondamentali della persona"

07/09/2007Nel complesso dibattito sulla sicurezza nelle grandi città prende piede una nuova proposta: quella che è stata ironicamente definita dei “sindaci-sceriffo”.
In pochi casi definiti con molta precisione, sindaci e polizia municipale potrebbero avere funzioni di polizia giudiziaria, non cambiando assolutamente la natura del loro ruolo. La proposta arriva da Sergio Cofferati, sindaco di Bologna, e da Leonardo Domenici, sindaco di Firenze e presidente dell'Anci.
“Norme precise devono garantire che siano rispettati i diritti fondamentali della persona – ha spiegato Cofferati -. Bisogna indicare i casi in cui la polizia municipale può intervenire con poteri analoghi a quelli delle forze dell'ordine".
Leonardo Domenici si augura che "sia possibile un dibattito che coinvolga entrambi gli schieramenti, con un ruolo per gli amministratori locali".




La proposta ha suscitato un vespaio. I “no” sono piovuti da molti primi cittadini e qualcuno ha ipotizzato che la messa in guardia di Amato contro il fascismo potesse avere anche lo scopo di frenare l'assalto dei sindaci a nuove deleghe.

Contrario il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero: "il controllo dell'ordine pubblico – ha spiegato - è una prerogativa dello Stato nazionale e credo sia bene che rimanga tale. Se dipendesse da chi viene eletto per amministrare una città si potrebbe rischiare che venga utilizzato a fini propagandistici o elettorali".
Critiche anche dal primo cittadino di Torino, Sergio Chiamparino, che pur non negando la necessità di un ruolo primario dei sindaci sui temi della sicurezza ha ammonito: "bisogna evitare di trasformare i sindaci in prefetti o in questori".

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