Città del Vaticano, 27 gen. (TMNews) - La Cei si prepara alla revisione dell'Ici. Se il Vaticano ha aperto per primo alla revisione delle esenzioni dell'Imposta comunale sugli immobili della Chiesa, per bocca del cardinale Tarzisio Bertone, la Conferenza episcopale italiana puntualizza che la Chiesa cattolica è sì disponibile a fare la propria parte di sacrifici nel clima di austerity inaugurato dal governo di Mario Monti, ma l'iniziativa di questa operazione è tutta nelle mani di Palazzo Chigi.
A farsi carico di una sottolineatura che, con linguaggio diplomatico, fa trasparire le resistenze che serpeggiano in seno all'episcopato italiano, è stato il segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata. Che, alla tradizionale conferenza stampa conclusiva del Consiglio permanente, il parlamentino dei vescovi italiani, ha tenuto a mettere in evidenza che la modifica della disciplina sull'esenzione dell'Ici "è materia unilaterale e non concordataria". La normativa che regola la questione è "legge dello Stato", e il cardinale presidente della Cei, Angelo Bagnasco, "ha detto che la legge di esenzione è una buona legge perché assicura attenzione alla vita sociale e alle fasce più deboli ed ha ribadito che le leggi dello Stato vanno rispettate".
Bagnasco - sottolineatura non priva di significato - si è espresso con consenso "abbastanza pieno" degli altri vescovi quando ha affermato che "siamo consapevoli che può essere utile la correzione o l'aggiustamento di qualche aspetto e siamo pronti ad una legislazione sempre più puntuale". Ad ogni modo, "il Governo sta lavorando su questa materia, io non ho informazioni da riferire sui particolari perché non ne sono a conoscenza". Quanto a "colloqui o non colloqui" tra i vertici ecclesiastici e i rappresentanti del Governo, Crociata, rispondendo alle domande dei giornalisti, si è limitato a dire che "c'è un rapporto ordinario di tipo istituzionale su tutta la materia e noi esprimiamo il nostro punto di vista", ma - se il concetto non fosse chiaro - "si tratta di materia unilaterale".
Da Palazzo Chigi è già filtrata, nelle scorse settimane,
un'ipotesi di accordo che limiterebbe l'esenzione alle sole parti degli immobili ecclesiastici 'ibridi' effettivamente scevre da finalità economiche (ad esempio, esenzione sulla cappellina e non sul resto dell'immobile destinato ad albergo). L'occasione ufficiale per siglare l'accordo sarebbe il tradizionale ricevimento per i Patti lateranensi il prossimo 16 febbraio all'ambasciata italiana presso la Santa Sede. Solo lunedì scorso, aprendo i lavori del Consiglio permanente, Bagnasco ha sentenziato che "evadere le tasse è peccato. Per un soggetto religioso questo è addirittura motivo di scandalo". La Cei è pronta. Ma lascia al Governo l'onere dell'iniziativa.