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Dopo Morgan l'Udc chiede i test anche ai parlamentari

Castelli: chi fa uso di stupefacenti è complice della mafia. I Radicali difendono il cantante dal "tiro al piccione dell'ipocrisia proibizionista"

Pubblicato il 03/02/10 da ApCom in Politica|TAG: morgan, droga, sanremo

SONDAGGIO 

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Morgan fuori da Sanremo

E' giusta l'esclusione? Di' la tua

IL PENTIMENTO 

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Morgan si pente, Sanremo a rischio

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I Radicali difendono Morgan, mentre il suo caso diventa motivo di scontro politico e di polemica sull'uso degli stupefacenti. Il giorno dopo l'outing del cantante che s'è dichiarato consumatore abituale di crack, una confessione che gli è costata l'esclusione dal Festival di Sanremo,  la politica è tornata a discutere con veemenza della diffusione della droga e sui controlli che occorrono per arginarne l'uso nel mondo dello spettacolo ed in politica. La condanna all’uso di stupefacenti è unanime ma, se da una parte c’è chi, come Alessandra Mussolini, ha proposto che tutti i cantanti in gara al Festival di Sanremo facciano il test antidroga, dall’altra  l’Udc è tornata a chiedere al Governo di rendere noti i risultati definitivi sui test eseguiti dai parlamentari.

MUSSOLINI: TEST A TUTTI I CANTANTI DI SANREMO
Il presidente della commissione per l'Infanzia, Alessandra Mussolini ha sostenuto che l'esclusione di Morgan è giusta ed ha aggiunto: "Chiediamo inoltre che tutti i cantanti partecipanti al Festival della canzone italiana si sottopongano ad un test antidroga". "Il Festival – ha concluso - è ormai un'istituzione e deve rimanere un veicolo di valori sani e trasparenti; anche la canzone italiana deve essere pulita!".

UDC: NOTI I RISULTATI DEI TEST SUI PARLAMENTARI
L’Udc, dal canto suo, ha abbracciato la proposta della Mussolini e si è spinta anche oltre. "Condividiamo la proposta della Presidente Mussolini dopo il caso Morgan, perché chi è sulla cresta dell'onda spesso rischia di diventare un modello e quanto emerso ieri non è certo un bell'esempio da seguire. Lo stesso vale, però - spiega il parlamentare Mauro Libè -  anche e soprattutto per chi ha responsabilità pubbliche come i parlamentari, che devono garantire la massima trasparenza. Ci chiediamo allora che fine abbiano fatto i risultati dei test antidroga volontari ai quali i parlamentari dell'Udc si sono sottoposti l'anno scorso su invito del dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio. Il Sottosegretario Giovanardi tiri fuori gli esiti dal cassetto".

I RADICALI DIFENDONO MORGAN
Anche i Radicali sono scesi in campo, ma al fianco di Morgan, difendendolo dal "tiro al piccione dell'"ipocrisia proibizionista" e invitando il direttore generale della Rai Mauro Masi, ad occuparsi piuttosto "dei tenutari dei salotti televisivi e dei telegiornali di regime,  da anni responsabili seriali delle violazioni delle leggi sull`informazione". "A Sanremo - hanno affermato Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani, e Marco Cappato, Segretario dell`Associazione Luca Coscioni si va per cantare, non per superare prove di privata virtù di fronte ad improbabili giudici della morale di Stato".

CASTELLI: CHI SI DROGA E’ COMPLICE DELLA MAFIA

Non ha usato mezzi termini invece il viceministro leghista Roberto Castelli, commentando il caso Morgan. "Quelli che, pur facendo uso di droga, si ritengono bravi cittadini si dimenticano – ha affermato Castelli - che ogni dose fa più ricca la criminalità organizzata, si dimenticano che se nessuno facesse uso di droga la mafia e la `ndrangheta subirebbero un colpo mortale. Ogni volta che sniffano o fumano dovrebbero dire a se stessi: "sono un complice della mafia'".

BOBBA: CONTROLLI ANCHE PER I CONDUTTORI RAI
Sul caso Morgan è intervenuto anche il Vicepresidente Pd della Commissione Lavoro della Camera Luigi Bobba, proponendo controlli antidoping per i conduttori Rai, anche meglio se a sorpresa, "affinché chi fa uso di droghe, almeno eviti di farlo utilizzando i generosi cachet pagati grazie al canone televisivo". (Apcom)

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