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Bologna, Prodi non cambia idea sulle elezioni

Ex premier smentisce le voci sulla sua candidatura dopo le dimissioni del primo cittadino Delbono in seguito al "Cinziagate"

Pubblicato il 01/02/10 in Politica|TAG: sindaco, delbono, bologna

SONDAGGIO 

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Sarebbe stato un buon sindaco?

Da premier a primo cittadino di Bologna, che ne pensi? Vota

"Non sto cambiando idea". Così ha risposto l'ex premier Romano Prodi ai cronisti che l'aspettavano sotto casa a Bologna, a proposito della possibilità di candidarsi a sindaco di Bologna. A chi gli chiedeva se ha intenzione di fare un gesto d'amore per la città, Prodi ha risposto: "Segnali d'amore se ne possono dare in tanti modi. Non è questione di sacrificio personale, bisogna vedere quale ha più effetto". 

L'ex primo cittadino Flavio Delbono, si è dimesso ufficialmente in seguito all'interrogatorio sul "Cinziagate". La scorsa settimana il segretario del Pd Pier Luigi Bersani aveva ribadito di essere favorevole al voto anticipato: ''Ho sempre detto, nel caso del comune di Bologna, che sono per andare al voto nel più breve tempo possibile, con la sola compatibilità dell'approvazione del bilancio, necessario alla città, e nel rispetto delle norme generali sulle autonomie locali. Se tutto questo è compatibile con il voto il 28 di marzo - ha aggiunto -, da parte del Pd non c'è nessun problema''.


IL CINZIAGATE
Tutto era iniziato con una provocazione negli ultimi giorni di campagna elettorale, da parte di Alfredo Cazzola, candidato del Pdl, che avvertiva Delbono di essere stato informato da Cinzia Cracchi (ex compagna ed ex segretaria personale del sindaco, quando ricopriva la carica di vicepresidente e assessore al bilancio della Regione Emilia-Romagna) di possibili "abusi" nei confronti della pubblica amministrazione. In sostanza, l'ex fidanzata, delusa per essere stata scaricata e quindi spostata a un ruolo minore al Cup di Bologna, avrebbe spifferato di viaggi di piacere a spese della Regione, di auto blu usate per motivi personali e dell'esistenza di un bancomat di un amico di Delbono attraverso il quale potevano essere prelevati mille euro al mese. E' partita dunque la verifica dei magistrati. Poi la vittoria elettorale e quindi il "silenzio" sulla vicenda. Fino alla fine di dicembre, quando il tribunale felsineo ha aperto un'inchiesta sul sindaco e la ex compagna: Delbono viene indagato per peculato, abuso di ufficio e truffa aggravata. (Apcom)

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