IN VIRGILIO

Tempo libero

Resta a Gravina, divertiti nel tuo paese, l'iniziativa di Chic Events

Musica e divertimento a pochi passi da casa

postato fa da GravinaLife
Stop ai pendolari del divertimento. E' questo l'obiettivo di "Chic Events" un'associazione di ragazzi gravinesi nata con l'intento di offrire divertimento e intrattenimento nei locali cittadini evitando a tanti giovani e giovanissimi di uscire fuori città, soprattutto in inverno, per cercare il divertimento che non trovano in paese. L'obiettivo è offrire alla gioventù gravinese il meglio del clubbing, proponendo nei locali del posto i migliori artisti della scena techno e non solo. Un'iniziativa che la Redazione di Gravinalife ha condiviso e sostenuto dando la giusta visibilità e il giusto spazio all'evento promosso dall'associazione. Troppo spesso e sempre con maggiore frequenza i fine settimana sono segnati di rosso. Troppe volte come giornalisti abbiamo dovuto raccontare le tragedie e i drammi familiari post sabato sera. Troppi sono i giovani le cui vite sono state spezzate sul ciglio di una strada troppo buia, troppo veloce, troppo pericolosa. Un motivo in più per sostenere " Resta a Gravina, divertiti nel tuo paese" il progetto che i ragazzi stanno curando e portando avanti da tempo "perché vogliamo ridurre i rischi e i numerosi incidenti stradali che si verificano il sabato sera di ritorno dalle discoteche e dai locali più esclusivi che sono sempre troppo distanti dalla nostra città" spiegano gli organizzatori. Senza la presunzione di essere "la miglior alternativa" rispetto alle offerte degli altri locali e delle altre strutture ricettive, il gruppo di Chic Events propone per il fine settimana dedicato ad halloween una serata dove il divertimento è assicurato con artisti e dj che hanno lavorato per SK Recordings e Clorophilla. Sabato 1 novembre presso lo Studio 26 di Gravina, i giovani gravinesi potranno ballare con le musiche di Gianluca De Girolamo e Marco Bruno. Un'iniziativa, più che altro un esperimento, che l'associazione vuole condividere con i tanti ragazzi gravinesi e far capire loro che il divertimento, quello vero, è anche sotto casa.

La Camusso a Belluno per l'attivo della Cgil

Il segretario giovedì incontrerà i delegati, conclusioni aperte al pubblico Bellini: "Per noi è un segno importante, faremo il punto della situazione"

postato fa da corriere alpi
BELLUNO. Susanna Camusso, segretario della Cgil, sarà a Belluno per incontrare i rappresentanti provinciali del sindacato. Un incontro riservato solo a quadri e delegati provinciali che illustreranno al segretario la situazione del Bellunese durante l'attivo della Cgil. Aperte al pubblico, invece, le conclusioni della Camusso. Appuntamento alle 15 al centro Giovanni XXIII: per le conclusioni del segretario, previste intorno alle 17.30, verrà predisposto un maxischermo in un'altra sala. "Questo incontro si inserisce tra la manifestazione del 25, a cui hanno partecipato 500 bellunesi, e le manifestazioni congiunte dei pensionati e del pubblico impiego" spiega Ludovico Bellini, segretario Cgil di Belluno, "è un onore per noi, provincia così lontana da Roma, essere riusciti a portare qui la Camusso, ci stavamo lavorando da tempo. Insieme ai nostri delegati faremo il punto della situazione a livello nazionale e provinciale". Un ruolo delicato, quello della Cgil, in un momento altrettanto delicato per il Paese. Da un lato la riforma del lavoro, dall'altra quanto accaduto al corteo degli operai delle acciaierie di Terni e che ha suscitato numerosi commenti indignati anche nel Bellunese. "Si parlerà di lavoro e di legge finanziaria" continua Bellini, "perché quello che succede a livello nazionale ha ricadute importanti nel Bellunese, basti pensare ai tagli agli enti locali che si traducono in minori servizi per i cittadini". La crisi in provincia di Belluno ha lasciato cicatrici profonde ma ora qualche settore vede la luce in fondo al tunnel . "È una situazione a macchia di leopardo" continua Bellini, "chi ha puntato sull'innovazione, penso all'occhialeria ma anche al metalmeccanico, ha visto una moderata ripresa. Una sorte che accomuna chi ha saputo diversificare il mercato. E vorrei sottolineare che in questi casi il sindacato è stato presente: sfatiamo il mito che le imprese hanno paura del sindacato". Il settore più in sofferenza è quello dell'edilizia per il quale, secondo la Cgil, bisogna puntare al recupero dei centri storici e nella messa in sicurezza del territorio. "Ma ci vogliono agevolazioni per poterlo fare" continua Bellini. E anche in questo caso ad essere chiamato in causa è il governo. A chi li accusa di fare politica, però, il sindacato risponde che "chi si occupa dello stato sociale è ovvio che faccia politica" continua Bellini, "la politica assume le decisioni di sua competenza ma la Cgil chiede a Comuni e regioni una politica fiscale più seria. L'abbiamo sempre fatto, con qualunque governo. Valutiamo i governi dalle manovre che fanno, non dal loro colore politico". Appuntamento dunque a giovedì per un evento che, in provincia di Belluno, è molto atteso. La Camusso non era mai venuta a Belluno e per la Cgil, sotto i riflettori della cronaca nazionale e che gioca un ruolo importante anche negli equilibri locali, sarà l'occasione per tracciare un percorso per il futuro.

Il Comune contro i radiotaxi: "Boicottano il numero unico"

postato fa da Il Giornale
Il Comune è di nuovo in guerra con i tassisti. Questa volta la lite nasce sul numero unico di chiamata, chiesto espressamente dalla categoria per accorciare le distanze con Uber - il servizio che si prenota scaricando semplicemente una app sul cellulare - ma bloccato ora da un ricorso dei Radiotaxi che allontana l'avvio del sistema di chiamata "smart" in tempo per Expo. É l'assessore ai Trasporti Pierfrancesco Maran ieri ad accendere la miccia con uno sfogo di Facebook: "Abbiamo fatto la gara per il numero unico taxi, per sostituire le vecchie colonnine che non funzionano più. Lo chiedevano i tassisti e lo invocano da anni gli utenti. Ci sono ben 4 offerte ma è tutto bloccato per il ricorso dei radiotaxi con il palese obiettivo di non far partire il progetto per Expo. Continuiamo così, facciamoci del male. Lamentiamoci della concorrenza, innovare mai". Un passo indietro. A fine marzo, mentre esplodeva lo scontro tra auto bianche e Uber, il Comune su richiesta della categoria ha lanciato il primo bando per il numero unico, ma è andato deserto. E in Commissione comunale Maran aveva chiaramente imputato il flop al ricorso presentato al Tar da Yellowtaxi, Taxi Blu e Autoradio Tassì. Secondo loro, la gara del Comune escludeva gli attuali gestori delle centrali taxi private (85.85 e 40.40 sono tra quelli che contano più associati, per entrare in rete i tassisti versano una quota annua). Palazzo Marino ha chiarito allora che anche loro avrebbero potuto partecipare, costituendosi in associazione temporanea di impresa. L'8 settembre ha pubblicato un nuovo bando, aumentando da 728mila a circa 840mila euro la spesa prevista su 6 anni, abbassando l'importo delle penali, rendendo meno severi i parametri per misurare il disservizio e inserendo esplicitamente che, nel caso in cui il sistema di riconoscimento vocale non riuscisse a identificare l'indirizzo indicato dall'utente, la chiamata possa essere reindirizzata a una centrale radiotaxi. Due giorni fa, il 30 ottobre, alla scadenza sono arrivate 4 offerte. Ma i soggetti del primo ricorso ne hanno presentato uno nuovo ricorso, bloccando di fatto almeno fino a metà novembre l'aggiudicazione. "Per fortuna il Tar si riunirà presto - afferma Maran - ma i tempi sono già stretti. I tassisti potrebbero finalmente innovarsi ma sono bloccati dai Radiotaxi, che temono una concorrenza ma neanche questa volta hanno partecipato, e lo potevano fare". Il sistema fornirebbe ai tassisti anche informazioni in tempo reale sulla distribuzione dell'offerta in rapporto alla domanda. Maran lamenta una pressione da parte dei gestori sugli associati, "chi vuole iscriversi a un sistema app ad esempio viene cancellato dal radiotaxi". Il numero unico "sarebbe un'opportunità in più, non è alternativo". Il consigliere di Sel Luca Gibillini invita gli stessi tassisti a ribellarsi: "Alzate la voce come solo voi sapete fare verso i radiotaxi e imponete loro di ritirare i ricorsi". Tra due fuochi il consigliere di Valori Milano Raffaele Grassi, sindacalista del Satam: "Non ho dato giudizi sul bando del Comune, che mi dicono sia diverso da quanto chiedevamo fin dal 2006, e non voglio darli sui motivi dei ricorrenti, ma hanno diritto come chiunque a fare ricorso e sarà il Tar ad esprimersi".

Un weekend a teatro tra risate e... spaventi

postato fa da Il Giornale
Che la si chiami festa di Halloween o di Ognissanti, questo è il weekend più adatto per andare a teatro: il Fantasma dell'Opera raccontato nel musical di Andrew Lloyd Webber, Charles Hart e Richard Stilgoe, potrebbe far crollare le scenografie o condurvi nei corridoi del dietro le quinte facendovi provare un'esperienza eccitante. Se anche non accadesse un estremo del genere, i vari teatri milanesi sono aperti per offrire spettacoli di diverso genere e interesse, ce n'è per tutti i gusti: il Teatro Nuovo in piazza S. Babila 3 (www.teatronuovo.it) ha un programma serrato. Si parte con Cavewoman-la donna delle caverne , in scena dal 28 ottobre al 2 novembre, spettacolo di Emma Peirson che ha debuttato a Londra due anni fa ed è in tournee in tutte le grandi città d'Europa e d'America: in scena si esplora la condizione femminile e i suoi cambiamenti nel rapporto con l'uomo nei secoli, dalla creazione del Mondo, Adamo ed Eva ad oggi. Il 31 sera, dopo Cavewoman, passata la mezzanotte (cioè alle 24.30), sarà la volta di una versione speciale del Rocky Horror Show , interamente cantato e suonato dal vivo con una band di 5 elementi. Lo spettacolo invita alla partecipazione diretta del pubblico: durante la messa in scena, infatti, agli spettatori vengono distribuiti degli oggetti necessari ad interloquire con gli attori e ad intervenire direttamente nella recita. Il pomeriggio del I novembre, sempre al Nuovo, dalle 15.30, è dedicato ai più piccoli con lo spettacolo Halloween una gìfavola al contrario : i personaggi più cattivi di tutti i tempi riversano la loro ira contro i più Buoni alle prese con un maleficio sferrato sul loro castello. Questi ultimi dovranno nel corso dello spettacolo necessariamente ricercare l'antidoto dei cristalli magici e riunirli insieme per sconfiggere le forze del male. Se al Leonardo (www.quellidigrock.it) si propone fino al 9 novembre un Tutto Shakespeare in 90 minuti , nonché una sfida teatrale sul modello inglese di Adam Long nella traduzione di Paolo Valerio e l'adattamento di Alessandro Benvenuti, il 31 ottobre e I novembre si riderà in viale Abruzzi 54 nella sede di Homemade 54 (info@homemade54.it), centro culturale che ospita, per l'occasione, Ippolita Baldini, giovane attrice diplomata alla Silvio D'Amico e già parte di tournee teatrali o film (come "Benvenuti al Nord" o il recentissimo "Fuori Mira"): due serate all'insegna della risata ascoltando i monologhi tratti da Franca Valeri e Franca Rame per lo spettacolo Donne Franche . Si inizia con un aperitivo e, alla fine, per tutti ci sarà un piatto speciale ispirato allo spettacolo, in questo caso niente di meglio che un risotto.

PRIMO NOVEMBRE: Crisi in cimitero, meno fiori più preghiere

postato fa da AostaCronaca.it
Anche quest'anno la crisi economica investe le ricorrenze di Ognissanti e della Commemorazione dei defunti, l'1 e 2 novembre: meno fiori al cimitero di Aosta in viale Piccolo San Bernardo, colpa sicuramente dei portafogli leggeri che impongono austerità e tagli anche alle famiglie colpite dai lutti: i crisantemi e gli addobbi floreali in questi giorni costano molto più cari e di conseguenza molti preferiscono limitarsi a qualche preghiera in più sulle tombe. Dunque Primo Novembre piuttosto dimesso, quello che si celebra nel capoluogo regionale, e più in generale in tutta la Valle, se dobbiamo ritenere attendibili i dati diffusi sui social network sulle spese dai fiorai. Sono aumentati a ottobre i prezzi di crisantemi, spider, sancarlini, rose, margherite e anthurium; per un solo vaso di grandezza media si possono spendere anche 50 euro, mentre un crisantemo reciso può costare dai 2 ai 4 euro, l'anthurium fino a 5 euro al fiore e le margherite 3 euro. In occasione della ricorrenza, l'antico cimitero di Sant'Orso ad Aosta resterà aperto fino 3 novembre, dalle ore 9 alle ore 17. L'apertura del cimitero sarà assicurata dai volontari dell'associazione 'Amis du Cimetière du Bourg' nel quadro della convenzione sottoscritta tra l'associazione e il Comune di Aosta, volta a valorizzare un esempio significativo del patrimonio cittadino in virtù del suo valore di testimonianza storica e di pregio paesaggistico. Venendo alla tradizione, l'1 novembre è la festività che la Chiesa cattolica dedica alla memoria e alla glorificazione di tutti i Santi, mentre il 2 novembre è il giorno della commemorazione dei defunti. La festa ha origini antiche, che uniscono paesi lontani per epoche e distanze. La data del festeggiamento dei morti, il 2 novembre, non è casuale. Civiltà antichissime già celebravano la festa degli antenati o dei defunti in un periodo che cadeva proprio tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre. Questa data sembra riferirsi al periodo del grande Diluvio, di cui parla la Genesi. Quello per cui Noè costruì l'arca che, secondo il racconto di Mosè, cadde nel 'diciassettesimo giorno del secondo mese', che corrisponderebbe al nostro novembre. La Festa dei Morti nacque dunque in 'onore' di persone che Dio stesso aveva annientato, col fine di esorcizzare la paura di nuovi eventi simili. Da qui in poi, la storia, che è ovviamente sospesa tra religione e leggenda, diventa più chiara. Il rito della commemorazione dei defunti sopravvive alle epoche e ai culti: dall'antica Roma, alle civiltà celtiche, fino al Messico e alla Cina, è un proliferare di riti, dove il comune denominatore è consolare le anime dei defunti, perché siano propizie per i vivi. La tradizione celtica fu quella che ebbe maggiore eco. La celebrazione più importante del calendario celtico era la 'notte di Samhain', la notte di tutti i morti e di tutte le anime, che si festeggiava tra il 31 ottobre e il 1° novembre. All'epoca dei primi cristiani, queste tradizioni erano ancora molto presenti: la Chiesa cattolica faticava a sradicare i culti pagani. Così, nel 835, Papa Gregorio II spostò la festa di 'Tutti i Santi' dal 13 maggio al 1° novembre, pensando, in questo modo, di dare un nuovo significato ai culti pagani. Nel 998 Odilo, abate di Cluny, aggiungeva al calendario cristiano il 2 novembre, come data per commemorare i defunti. In memoria dei cari scomparsi, ci si mascherava da santi, da angeli e da diavoli; inoltre, si accendevano falò. aostacronaca.it

"""ROBERTO DONOLATO"""

postato fa da AostaCronaca.it
Un vortice di aria gelida porta clima invernale e nebbia sull'organizzatore di Art&Ciocc. Le insegne Confcommercio che campeggiano sui gazebo allestiti in piazza Chanoux sono fuorvianti perchè in realtà l'associazione Confcommercio VdA non partecipa all'iniziativa. Grave scorrettezza indegna di un professionista; maltempo in peggioramento.

INFLAZIONE: Ad Aosta prezzi invariati a ottobre

postato fa da AostaCronaca.it
Nel mese di ottobre 2014 i prezzi ad Aosta sono rimasti invariati rispetto al mese di settembre 2014, mentre la variazione annuale si e' attestata sul +0,7 per cento. Lo riferisce il Comune di Aosta in base ai dati Istat relativi all'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettivita' nazionale (Nic). Le variazioni in aumento più significative rispetto al mese di settembre 2014 sono quelle relative a istruzione (+1,8%), abitazione, acqua, energia elettrica, gas (+1,4%). ansa-rava

I ciclisti: "Basta scooter sulle ciclabili"

postato fa da Il Giornale
un fatto di spazio. Di condivisione degli spazi. "Perchè questa è una città che fa ancora fatica a entrare nell'ordine delle idee che esiste anche una viabilità a pedali che ha gli stessi diritti di auto e moto" spiega Marco Mazzei, uno degli organizzatori della biciclettata che ieri mattina ha invaso (anzi si è ripresa) il tratto di circonvallazione fra le Colonne di San Lorenzo e via Senato. Una biciclettata per riappropriarsi di una delle piste più "invase" della città dove sfrecciano moto e scooter come in una vera e propria corsia di sorpasso. "Il corteo è nato spontaneamente- spiega Mazzei che è anche vicepresidente di Ciclobby- e non è stata una manifestazione di protesta, perché non si sente proprio il bisogno di provocare ulteriori conflitti tra ciclisti e gli altri utenti della strada. Abbiamo solo voluto richiamare l'attenzione sul fatto che quotidianamente la pista ciclabile, pensata per proteggere i ciclisti meno esperti e più bisognosi di tutela come mamme e bambini in realtà è diventata l'esatto contrario: cioè è ad altissimo rischio di incidenti". E non è un caso isolato. Da viale Marche a molte altre vie del centro le piste ciclabili della città sono infatti diventate le vie di fuga dalle code di moto e scooter. Con tutti i pericoli che ne conseguono. "Non abbiamo moltissima simpatia per le ciclabili ma visto che ci sono devono garantire sicurezza e quindi per evitare invasioni basterebbero un vigile o un telecamera- spiega Mazzei- La ciclabilità è un fatto culturale, di tolleranza che forse Milano acquisirà tra qualche generazione. E non si può pensare di costruire ciclabili in ogni strada della città soprattutto se poi se una ciclabile improvvisamente finisce e dopo c'è la giungla. Rischia di essere un investimento inutile". E allora ieri mattina una cinquantina di ciclisti "spontanei" hanno deciso che era arrivato il momento di riprendersi lo spazio riservato alle biciclette. "Senza polemica- spiega Mazzei- ma soprattutto senza far guerre a nessuno. Non c'è ad esempio la contrapposizione tra ciclisti e pedoni di cui si sta parlando in questi giorni. Serve buon senso. Se capisco una mamma con un bambino che pedala su un marciapiede perchè ha non posso concepire che un ragazzotto abile e veloce faccia la stessa cosa. Anzi. Ciclisti così fanno del male a tutti noi.."

Da lunedì le vaccinazioni per combattere l'influenza - Cronaca - La Sentinella del Canavese

Punto di riferimento i medici di famiglia. Procedura gratis per categorie a rischio Tra gli over 65 vi si sottopone meno della metà e il trend è in calo da quattro anni

postato fa da La Sentinella
IVREA. Al via lunedì 3 novembre la campagna per il vaccino antinfluenzale promossa dall'Asl/To4. Punto di riferimento, come sempre, sono i medici di famiglia e i loro ambulatori, gli unici che, per capillarità e conoscenza diretta dei propri mutuati, possono determinare concretamente la riuscita della campagna. Ogni medico di famiglia, inoltre, provvederà a vaccinare i propri assistiti che non sono in grado di raggiungere l'ambulatorio e lo farà quindi sia direttamente a casa dei pazienti che nelle strutture residenziali dove sono ospiti. Una curiosità: sugli ultrasessantacinquenni, la percentuale dei vaccinati è sotto il 50%. Chi ne ha diritto La vaccinazione è offerta gratuitamente a tutti i soggetti ad alto rischio. Tra questi, rientrano le persone di età pari o superiore a 65 anni, i bambini oltre i sei mesi di età, i ragazzi e gli adulti fino a 64 anni che aumentano il rischio di complicanze da influenza (come, ad esempio, le malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio, cardiocircolatorio, renale, diabete, tumori) bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico (a rischio di sindrome di Reye in caso di infezione influenzale), le donne che all'inizio della stagione si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza, le persone di qualunque età ricoverate in strutture per lungodegenti, i medici e personale sanitario di assistenza, i familiari e i contatti di soggetti ad alto rischio. Ne hanno diritto anche i soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e il personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione per virus influenzali non umani. Il trend Negli ultimi anni il trend dei vaccinati è sceso. E non di poco. Parlando di ultrasessantacinquenni - i dati statistici della Asl/To4 riguardano questa categoria di persone mentre non si conosce il numero degli altri soggetti a rischio che si sottopongono alla vaccinazione - sono stati persi sei punti percentuali. Nella campagna antinfluenzale 2010-2011 i vaccinati erano stati, su una popolazione di over 65enni di 113.070 persone, 62.060 ovvero il 54,89%. Lo scorso anno, nella campagna quindi 2013-2014, su una popolazione di over 65 di 116.949 i vaccinati sono stati 56.265, pari al 48,11%. Il calo, va detto con chiarezza, è stato progressivo. Nel 2011-2012 si è vaccinato il 53,91% degli ultrasessantacinquenni, l'anno successivo il 49,11%. Perché vaccinarsi? Perché, secondo la struttura sanitaria, si limitano in modo massiccio le complicazioni dovute, appunto, all'influenza. L'influenza, infatti, deve la sua importanza non alla gravità dei sintomi, ma dalla gravità delle complicazioni, come polmoniti virali e batteriche, e alla rapidità di diffusione e al grande numero di casi di malattia che si verificano durante le epidemie. "Durante le grandi epidemie - spiegano all'Asl/To4 - i casi di morte e di malattia grave si verificano principalmente tra gli anziani e tra quanti sono debilitati da malattie croniche. Per questo, la misura di prevenzione più efficace nei confronti dell'influenza e delle sue complicanze è la vaccinazione dei soggetti ad alto rischio, effettuata ogni anno prima dell'inizio del periodo dell'epidemia, che di solito si verifica nei mesi di gennaio e di febbraio". (ri.co.)

Parte la caccia agli sponsor per non far crollare le scuole

postato fa da Il Giornale
"Cercasi disperatamente sponsor che adotti una scuola di Milano e provincia". L'annuncio è di quelli che dovrebbero toccare il cuore e anche il portafogli di chi tiene al benessere dei ragazzi. E' stato lanciato dalle colonne di questo giornale da Marina Lazzati, assessore provinciale all'Istruzione con deleghe all'edilizia scolastica. "Le nostre scuole hanno bisogno di tutto spiega l'assessore - e la Provincia non ha più soldi per poterle migliorare. Riusciamo solo a garantire la sicurezza degli edifici, lavorando sulle emergenze. Ma in generale i nostri ragazzi non riescono neppure a mettere le gambe sotto i banchi, piccoli, vecchi di anche 50 anni dotati ancora di porta calamaio. Non parliamo delle palestre, molte delle quali inagibili perché entra acqua o mancano le reti da pallavolo o le spalliere cadono a pezzi". Le necessità sono tante: "Avremmo bisogno di 90 milioni per sistemare serramenti, facciate, porte antincendio di almeno 80 scuole". E poi c'è tutto il resto. A Milano e provincia si contano 160 edifici scolastici da mantenere, controllare, ristrutturare. Ogni istituto ospita dagli 800 ai 1000 studenti e la popolazione scolastica è di oltre 110mila ragazzi a cui si aggiungono addetti, amministrativi e professori. Una popolazione che ha diritto di soddisfare esigenze primarie come: aule pulite ed efficienti, attrezzature moderne, cortili o giardini decorosi, videosorveglianze funzionanti, palestre agibili. Ma per fare tutto questo servono soldi. E Lazzati snocciola le cifre: "Quest'anno, ben 107milioni, cioè un terzo del bilancio provinciale, vola a Roma per ripianare i conti dello Stato. Se Renzi ce li lasciasse potremmo risolvere un sacco di situazioni critiche. Invece in cassa ci rimangono solo 9 milioni di euro per intervenire sull'intera edilizia scolastica. In pratica, siamo alla canna del gas". Da qui l'idea di coinvolgere i privati. "Sarebbe importante che ogni scuola avesse uno sponsor in grado di offrire sostegno e servizi e fare in modo che i nostri ragazzi vivano in ambienti più vivaci e funzionali. E spero che qualcuno si faccia avanti: privati, aziende, multinazionali, qualche stilista generoso, le banche". Insomma, la società civile dovrebbe dare una mano perché la scuola soffre. Lazzati non piange miseria in modo ingiustificato. Lei, attualmente come gli altri colleghi, non percepisce più un euro, lavora gratis fino alla fine del mandato e fa la spola da una scuola all'altra con un'auto di servizio degli anni '90. La situazione impietosisce ma la realtà è che senza soldi i muri cadono a pezzi e i banchi restano a misura di folletto. "A fine 2009 avevo in cassa 34 milioni da usare per la manutenzione degli stabili. Ora si sono ridotti a nove e la situazione è insostenibile. Non oso pensare a cosa succederà con il passaggio di consegne all'area metropolitana. Prevedo il caos". Lazzati è una donna pragmatica e non vuole rassegnarsi all'incuria dilagante. "Sono pronta ad accettare ogni aiuto finanziario dai privati. Chi vuole si faccia avanti, si metta in contatto direttamente con il mio assessorato per avere indicazioni delle necessità, poi sarà l'istituto prescelto a gestire le relazioni con lo sponsor". Chi vuol fare il generoso non ha che l'imbarazzo della scelta. Lazzati fa l'elenco: "Ci servono attrezzature, arredi scolastici, cioè banchi e sedie, tinteggiatura per interni ed esterni, attrezzi da ginnastica, impianti di videosorveglianza per arginare gli atti vandalici che ci sono costati ben 400 mila euro".

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