Torino, incendio alla Thyssenkrupp. Ancora morti bianche
Il rogo esploso alle prime ore del 7 dicembre

Il 7 dicembre un gravissimo incendio è divampato nell’acciaieria Thyssenkrupp di Torino. Una decina di operai sono rimasti gravemente ustionati. Ben 5 i decessi, ma il bilancio non è ancora un dato definitivo: altri 2 lavoratori sono ancora in condizioni critiche. Antonio Boccuzzi, uno dei feriti, ha denunciato la mancanza di adeguati sistemi di sicurezza all'interno dello stabilimento. "Il mio estintore era semivuoto – ha affermato -, era stato già utilizzato perché ricordo che nel momento in cui lo presi tolsi solo la chiavetta e non c'era il sigillo".
Il 12 dicembre un corteo per la sicurezza ha popolato le strade di Torino. A partecipare alla manifestazione sono state oltre 25 mila persone.
Senza il sostegno dei lavoratori, alcuni giovani dei centri sociali, al grido di “assassini” e “giustizia”, hanno lanciato uova, sassi e un fumogeni contro la sede dell'Unione Industriale.
Il 13 dicembre, in concomitanza con i funerali dei quattro operai morti alla ThyssenKrupp, le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil hanno indetto 10 minuti di fermo in tutti i luoghi di lavoro.
La Thyssenkrupp è stata al centro di molte polemiche nei mesi scorsi, quando la proprietà aveva deciso unilateralmente di chiudere l'impianto di Torino e trasferire tutte le lavorazioni a Terni. Un accordo sindacale a fine luglio aveva sancito una finestra di quattro anni per la definitiva chiusura dell'impianto, con lo smontaggio di alcuni macchinari e il trasferimento di parte dei lavoratori a Terni. Per gli altri, gli enti locali insieme all'azienda si erano impegnati a trovare una nuova collocazione. Le attività saranno sospese fino al termine dell’inchiesta
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