Birmania, i monaci si oppongono al regime
Dura repressione da parte della giunta militare

La protesta aveva mobilitato per giorni l'intero Paese: in 300 mila hanno infatti deciso di sfidare la giunta, ben consapevoli del rischio che stavano correndo e contravvenendo allo stesso ordine di ritirarsi nei monasteri impartito dalla gerarchia buddhista ufficiale, controllata dal regime.
Stando al rapporto del Consiglio dei diritti umani dell'Onu il bilancio della repressione è stato di almeno 31 morti, 74 dispersi e di 653 arresti.
Il 28 settembre in tutto il mondo sono state indossate magliette rosse per solidarietà verso i monaci buddisti e il popolo birmano. Tutta l’Asia, con l’eccezione della Cina, ha appoggiato la protesta dei monaci.
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