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Birmania, i monaci si oppongono al regime

Dura repressione da parte della giunta militare

12/12/2007A partire dal 17 settembre 2007, prima decine e poi centinaia di monaci buddisti dell’ex Birmania, oggi Myanmar, sono scesi in piazza per protestare con una marcia pacifica contro la giunta militare che da decenni governa il Paese con il pugno di ferro. Il 26 settembre sono cominciate le repressioni: decine di manifestanti sono stati uccisi; gli arresti erano nell'ordine delle centinaia.


La protesta aveva mobilitato per giorni l'intero Paese: in 300 mila hanno infatti deciso di sfidare la giunta, ben consapevoli del rischio che stavano correndo e contravvenendo allo stesso ordine di ritirarsi nei monasteri impartito dalla gerarchia buddhista ufficiale, controllata dal regime.
Stando al rapporto del Consiglio dei diritti umani dell'Onu il bilancio della repressione è stato di almeno 31 morti, 74 dispersi e di 653 arresti.


Il 28 settembre in tutto il mondo sono state indossate magliette rosse per solidarietà verso i monaci buddisti e il popolo birmano. Tutta l’Asia, con l’eccezione della Cina, ha appoggiato la protesta dei monaci.

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