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Mutui subprime, dagli Usa la crisi arriva in Europa

A metà agosto i mercati hanno bruciato 160 miliardi di euro

La crisi dei mutui "subprime" che ha colpito la Borsa americana è arrivata nella prima metà di agosto anche in Europa, dove i mercati hanno bruciato 160 miliardi di euro. Per far fronte all'emergenza, la Bce ha immesso sul mercato liquidità per poco meno di 95 miliardi di euro, il più ampio intervento mai varato dall'11 settembre 2001. Lo stesso ha fatto la Federal Reserve statunitense, con 24 miliardi di dollari. Secondo le proiezioni delle associazioni dei consumatori, una perdita per le famiglie italiane di circa 315 euro all'anno.

A partire dalla fine del 2006, l'industria statunitense dei mutui subprime è entrata in quella che molti osservatori hanno definito "una catastrofe". Un'ascesa vertiginosa nel tasso di insolvenza di mutui subprime ha costretto più di due dozzine di agenzie di credito alla bancarotta. Il fallimento di queste compagnie ha provocato il collasso dei prezzi delle loro azioni, in un mercato che capitalizza 6.500 miliardi di dollari.
 Nella prima metà dell'agosto 2007, le preoccupazioni su un possibile crollo dell'industria dei mutui subprime hanno causato una netta caduta degli indici di borsa Nasdaq e Dow Jones, con serie ripercussioni sui listini di tutto il mondo. Gli indici delle borse asiatiche ed europee hanno fatto registrare una serie di record negativi.

La situazione mutui è a rischio anche in altri Paesi. In Italia, il debito pro-capite supera i 30 mila euro l'anno e nel 2007, a fronte di 3.500 mila famiglie titolari di un mutuo, i casi di insolvenza superavano quota 500 mila, con altrettante procedure avviate di pignoramento. In generale, vi è l'assenza di una regolamentazione nazionale ed internazionale per la concessione dei mutui.
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