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Il crollo della borsa di Shanghai

A febbraio bruciati 108 miliardi solo in Cina

Febbraio è stato un mese nero per la borsa di Shanghai, che ha registrato un vero e proprio crollo, bruciando 107,8 miliardi di dollari.
Per effetto domino le borse europee hanno perso in una sola seduta più di 200 miliardi di euro.

La caduta - secondo alcuni un semplice riallineamento - è stata determinata per molti osservatori dall’intenzione del governo cinese di raffreddare il mercato azionario, introducendo misure contro gli investimenti illegali e altre irregolarità sul mercato.
Per raggiungere questo scopo, il Consiglio di Stato della Cina ha istituito una speciale task force. Nei giorni precedenti al crack si erano anche diffuse voci di una possibile tassazione dei capitali finanziari.
Altri commentatori hanno invece puntato l'indice contro gli eccessi di rialzo degli ultimi mesi, che avrebbero gonfiato la bolla speculativa. Nonostante il crollo i guadagni dall’inizio dell’anno sono rimasti comunque molto sostanziosi: +29%.
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