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Vuvuzela, come suonare o zittire la colonna sonora del Mondiale

L'incessante 'barrito' delle trombette sudafricane continua a far parlare di sé. Come si suonano, dove si trovano e come ammutolirle

Pubblicato il 17/06/10 in Esteri|TAG: mondiali 2010, mondiali sudafrica, vuvuzela, tifo

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Le vuvuzela, l'incubo dei Mondiali - LE FOTO

Sudafrica 2010 

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Sudafrica 2010? Fiato alle trombe! O meglio alle vuvuzelas. Piaccia o no, quel ronzio costante come uno sciame di mosconi in volo (ma dicono imiti il barrito degli elefanti) è la colonna sonora del Mondiale giocato nella nazione arcobaleno.
Il Si bemolle intonato all'unisono dalle vuvuzela della tifoseria può arrivare fino a 130 decibel - più di una motosega, sostengono gli esperti.
Folklore locale, dicono alcuni, rottura mondiale, fanno eco i più.

Non faran crollare le mura di Gerico, ma stanno facendo saltare i nervi a pubblico, giocatori, ct, giornalisti e telespettatori del più atteso torneo calcistico del Pianeta.
Se il tentativo di arginare il fenomeno con un divieto proposto dalla Fifa è fallito sul nascere - non si può estromettere dagli stadi un importante elemento della tradizione sudafricana-, c'è chi corre ai ripari come può...

Come zittirle
Il sistema escogitato in loco, ribattezzato per l'occasione Vuvu-stop, è un rimedio d'antan, un'ovvietà improvvisamente divenuta il gadget più gettonato fuori dagli stadi sudafricani: «Avrei potuto vendere anche 300 paia di tappi ieri ma ne avevo solo 200 e li ho finiti tutti», racconta un negoziante al Weekend Argus, riferendosi ai tappi per le orecchie, che dovrebbero essere in grado di ridurre di una trentina di decibel il frastuono.
Più complesse le tecniche per eliminare il fastidioso ronzio dalle attese telecronache delle partite. Ci ha pensato Tobias Herre, un giovane tedesco appassionato di informatica che ha elaborato un software che intercetta e cancella determinate frequenze dei suoni creati dalle vuvuzela, lasciando inalterato l'opportuno clamore dalla tifoseria e la telecronaca dei commentatori. Herre ha creato un tutorial completo online (surfpoeten.de/tube).

Ma le tv non possono cancellare questo suono? Dall'inglese Cnn che ha abbassato il volume della diretta alla tedesca Zdf che è ricorsa a un microfono labiale, tutte le principali emittenti stanno tentando di mettere la sordina alle vuvuzelas. Ma finora con scarsi risultati. La tv di Stato belga ha già trovato una soluzione efficace che sa di rimedio "della nonna": ha abbandonato i microfoni moderni, tornando al vecchio microfono che non trasmette i suoni ambientali.

A ciascuno la sua vuvuzela
Non occorre prendere un aereo per Città del Capo per provare l'ebbrezza di suonare l'oggetto più contestato del momento. Si acquistano su e-Bay e Amazon con i colori della nazionale del cuore (azzurra per gli italiani; bianca, rossa e blu per chi ascolta Radio Padania). Il prezzo oscilla dai 6 ai 30 euro. Dal Sudafrica dove il giro d'affari della trombetta fattura 5 milioni di euro dicono che sono in Inghilterra ne sono state ordinate oltre un milione e anche in Italia si teme per l'inevitabile vuvu-mania.
Con la solerzia tipica del mondo Apple esistono già decine di applicazioni per far emettere all'iPhone l'ambito suono. Tra i realizzatori vi è un'azienda olandese, secondo la quale in poche ore ci sono stati già 750mila download della contestatissima ''trombetta''. Si attendono analoghi sviluppi anche per gli altri smartphone.
Ma come si suona una vera vuvuzela? La tecnica adeguata è descritta nel sito Boogieblast (boogieblast.co.za/howtoblow.htm), dove il "maestro" spiega: «Introducete le labbra nell'imboccatura e provate a riprodurre il suono di una pernacchia ('farting', tra virgolette). Rilassate le guance e fate vibrare le labbra nell'imboccatura. Non appena il suono comincia ad uscire, soffiate con maggior forza…»
E chi ha il fiato corto può accontentarsi di simulare l'effetto stadio cliccando sul pulsante "Blow me" (soffiami), sul sito Spitorswallow (spitorswallow.co.za/blowme.php). (L.F.)
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