Mattanze da fermare: quando il mare si tinge di sangue
I delfini calderones vengono trucidati nelle Far Oer, mentre annualmente le foche canadesi sono sottoposte a veri e propri maltrattamenti. E su Internet si moltiplicano gli appelli e le petizioni
Pubblicato il 09/01/09 in Esteri|
Esistono tante mattanze nel mondo. L'uccisione di animali marini, come balene o tonni, a scopi commerciali, con metodi, cruenti, brutali, in anguste "camere della morte", sgomenta e non bisogna essere iscritti alla Lav o a Greenpeace per indignarsi.
La caccia ai globicefali, cetacei appartenenti alla famiglia dei delfini, riesce a sollevare un'ondata di ribrezzo a livello internazionale, con appelli, petizioni e forum rivolti alla Commissione internazionale per la caccia alle balene e alle autorità governative che si sono da tempo attivati maniera virale nella Rete.
Non è una notizia dell'ultima ora, ma nelle isole Fær Øer, dove la carne dei delfini calderones è abitualmente consumata, la caccia è un'attività praticata da secoli dall'intera comunità degli abitanti.
Lo spettacolo raccapricciante della loro cattura e del loro massacro è davvero orrendo come documentano le foto che girano sul web. I delfini vengono avvicinati tramite motoscafi dai cacciatori in alcune baie, dove l'acqua è poco profonda. Sono colpiti con fiocine di due chili che vengono piantate più volte nelle carni degli animali finché non li hanno immobilizzati. I coltelli possono tagliare grasso e carne viva per trapassare la spina dorsale. L'acqua acquista un colore rosso sangue. Le balene globicefali, trascinate sulla riva, sono lasciate agonizzare in un sabba collettivo. Chiaramente l'impatto visivo è spaventoso. Allo spettacolo macabro assistono numerosi curiosi. Le urla delle balene, secondo alcune testimonianze sono strazianti, anche se è quello che comunemente avviene ai suini o alle mucche che vengono macellati, fanno notare gli interpreti di questo sport efferato.
Pare tra l'altro la carne dei globicefali contenga molto mercurio e altre sostanze tossiche, per cui il ministro della salute delle Faroer ne abbia sconsigliato il consumo più di una volta al mese. Benché non sia una specie in via di estinzione e la carne dei globicefali copra circa una quarta parte del consumo totale di carne in questa zona, la pesca a fini alimentari, ha scatenato polemiche in ogni parte del globo. Polemiche assimilabili a quelle relative alla caccia alle alle foche, il più grande e crudele massacro al mondo di mammiferi marini, secondo le associazioni ambientaliste, che ogni anno riprende in Canada e alimenta il florido mercato delle pellicce.
Migliaia di foche vengono uccise in Canada e lasciano insanguinate la banchisa della Groenlandia. Negli anni scorsi un team di veterinari indipendenti ha documentato che il 42% delle foche esaminate erano state scuoiate vive, e il 40% viene colpito ripetutamente prima di morire. Per il governo canadese questi animali vengono uccisi in maniera umanamente accettabile. Il tam tam su Internet magari non riuscirà a fermare la mattanza, ma almeno darà visibilità agli orrori quotidiani contro queste specie animali.
La caccia ai globicefali, cetacei appartenenti alla famiglia dei delfini, riesce a sollevare un'ondata di ribrezzo a livello internazionale, con appelli, petizioni e forum rivolti alla Commissione internazionale per la caccia alle balene e alle autorità governative che si sono da tempo attivati maniera virale nella Rete.
Non è una notizia dell'ultima ora, ma nelle isole Fær Øer, dove la carne dei delfini calderones è abitualmente consumata, la caccia è un'attività praticata da secoli dall'intera comunità degli abitanti.
Lo spettacolo raccapricciante della loro cattura e del loro massacro è davvero orrendo come documentano le foto che girano sul web. I delfini vengono avvicinati tramite motoscafi dai cacciatori in alcune baie, dove l'acqua è poco profonda. Sono colpiti con fiocine di due chili che vengono piantate più volte nelle carni degli animali finché non li hanno immobilizzati. I coltelli possono tagliare grasso e carne viva per trapassare la spina dorsale. L'acqua acquista un colore rosso sangue. Le balene globicefali, trascinate sulla riva, sono lasciate agonizzare in un sabba collettivo. Chiaramente l'impatto visivo è spaventoso. Allo spettacolo macabro assistono numerosi curiosi. Le urla delle balene, secondo alcune testimonianze sono strazianti, anche se è quello che comunemente avviene ai suini o alle mucche che vengono macellati, fanno notare gli interpreti di questo sport efferato.
Pare tra l'altro la carne dei globicefali contenga molto mercurio e altre sostanze tossiche, per cui il ministro della salute delle Faroer ne abbia sconsigliato il consumo più di una volta al mese. Benché non sia una specie in via di estinzione e la carne dei globicefali copra circa una quarta parte del consumo totale di carne in questa zona, la pesca a fini alimentari, ha scatenato polemiche in ogni parte del globo. Polemiche assimilabili a quelle relative alla caccia alle alle foche, il più grande e crudele massacro al mondo di mammiferi marini, secondo le associazioni ambientaliste, che ogni anno riprende in Canada e alimenta il florido mercato delle pellicce.
Migliaia di foche vengono uccise in Canada e lasciano insanguinate la banchisa della Groenlandia. Negli anni scorsi un team di veterinari indipendenti ha documentato che il 42% delle foche esaminate erano state scuoiate vive, e il 40% viene colpito ripetutamente prima di morire. Per il governo canadese questi animali vengono uccisi in maniera umanamente accettabile. Il tam tam su Internet magari non riuscirà a fermare la mattanza, ma almeno darà visibilità agli orrori quotidiani contro queste specie animali.



















William Hill Scommesse
Auto Nuove e Usate
Trova subito la tua casa
PRESTITI PERSONALI
Chirurgia Estetica per te
RCAuto fino a -40%
Il lavoro che cerchi è qui