Washington, 14 feb. (TMNews) - Il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, ha avuto ieri una serie di colloqui telefonici con alcuni diplomatici internazionali per discutere della situazione politica in Egitto. Il capo della diplomazia di Washington "ha chiamato responsabili regionali e mondiali per scambiare punti di vista sull'Egitto, le recenti evoluzioni e il prossimo futuro", ha scritto su Twitter il portavoce del dipartimento di Stato Philip Crowley.
Hillary Clinton ha telefonato al primo ministro greco Georges Papandreou, al ministro indiano degli Affari esteri S.M Krishina, al capo della diplomazia degli Emirati Arabi Abdallah Ben Zayed al Nahyane.
Ieri le forze armate egiziane hanno delineato la road-map della transizione, che durerà sei mesi e culminerà nella celebrazione di elezioni presidenziali e politiche. Sono stati annunciati lo scioglimento del Parlamento e la sospensione della Costituzione che sarà emendata da un'apposita commissione. Lo stato maggiore delle forze armate ha tuttavia mantenuto al suo posto l'ultimo governo nominato dall'ex presidente Hosni Mubarak, con in testa il premier Ahmed Shafiq, "fino alla formazione di un nuovo esecutivo". Soprattutto, i generali si sono impegnati "ad applicare tutti i Trattati e i patti internazionali di cui l'Egitto fa parte", tranquillizzando in tal modo Israele e gli Stati Uniti.
La giornata di ieri non ha fatto registrare particolari manifestazioni o incidenti, ad eccezione del corteo di protesta organizzato dagli agenti di polizia al Cairo; la marea umana passata su piazza Tahrir e dintorni ha tuttavia portato con sé almeno otto preziosi reperti del Museo Egizio, la cui scomparsa è stata scoperta dalle autorità. Tra gli otto pezzi, tutti di valore inestimabile, una statua del faraone Tutankhamon.