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Cina: voti ai funzionari in base alle politiche abitative

21/09/2007

Nel paese del turbocapitalismo all’ombra della bandiera rossa, ecco una decisione che sembra davvero trovare la sintesi tra meritocrazia e socialismo: il governo cinese ha stabilito che d’ora in poi, nella valutazione dei funzionari pubblici, sarà considerata anche la qualità delle abitazioni assegnate ai poveri.
Il Consiglio di Stato si è riunito appositamente per definire precisi criteri di giudizio relativi alle politiche abitative.

Le autorità desiderano porre rimedio entro il 2010 alla difficile condizione di circa 10 milioni di famiglie residenti nelle aree urbane. Per questo motivo ha investito della supervisione dei nuovi programmi abitativi un’intera commissione governativa invece che un singolo ministero.
Dal 2006 - come sottolinea China Daily - 512 città (su 657) della Cina continentale hanno iniziato programmi di edilizia a prezzi accessibili, ma solo 268mila famiglie ne hanno beneficiato.

Secondo Yi Xianrong, membro dell’Accademia delle Scienze Sociali, il governo dovrebbe offrire finanziamenti con tassi d’interesse favorevoli a chi ha redditi medio-bassi, cioè a circa il 70% dei cinesi.

A metà agosto, il governo ha presentato un programma di edilizia convenzionata destinato ai poveri. Tra i punti salienti, la consegna alle famiglie di case non inferiori ai 60 metri quadri, l’assegnazione di sussidi e il controllo degli standard qualititivi.
Tra le misure, è stata inserita anche la bonifica dei vecchi rioni urbani. Da come questo punto verrà effettivamente applicato, dipende la sopravvivenza di antichi quartieri di alto valore culturale - come quelli degli Hutong pechinesi - e del tessuto sociale che li popola.

Se l’export è il vero motore della crescita cinese, l’enorme liquidità accumulata con il commercio internazionale è stata in parte reinvestita nel boom edilizio finanziato pubblicamente. Il grande sviluppo immobiliare soddisfa i bisogni dei nuovi ceti medi urbani, ma la crescita dei valori delle case esclude la maggior parte della popolazione.

La misura appare del tutto coerente con la “Società armoniosa” perseguita ufficialmente dalla Cina di Hu Jintao. Si tratta di allargare il benessere a tutti i cinesi in tempi rapidi, prima che disordini sociali possano mettere a repentaglio lo stesso potere del Pcc.
Ed è del tutto in linea con gli sforzi delle autorità cinesi per non “perdere la faccia” di fronte al mondo intero durante la grande kermesse delle Olimpiadi 2008.

Un maggiore controllo dei funzionari viene anche incontro alle pulsioni popolari, che imputano ai leader politici locali - spesso anche businessmen che utilizzano il partito come comitato d’affari per scopi personali -  inefficienza e corruzione.
Non è però stato specificato quali sanzioni saranno comminate agli amministratori “non all’altezza”.

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