Roma, 10 feb. (TMNews) - Potrebbe non essersi suicidato l'aguzzino di Natascha Kampusch, la ragazzina austriaca tenuta prigioniera per otto anni in uno scantinato alla periferia di Vienna e tornata in libertà il 13 agosto 2006, quando ormai era diventata una giovane donna. E' la tesi del sito svizzero 20 Minuten, che cita l'ex presidente della Corte suprema viennese, Johann Rzeszut: "I dubbi sulla teoria del suicidio sono legittimi. Io stesso ne dubito personalmente".
Secondo le prime note ricostruzioni, l'informatico Wolfgang Priklopil si era buttato sotto un treno, poco dopo la "fuga" di Natascha, allora 18enne, dalla casa-prigione. Il corpo dell'uomo, tuttavia, che avrebbe dovuto essere ridotto a pezzi, si trovava in buone condizioni, testa compresa.
L'inquirente svizzero Franz Kroell, incaricato del dossier, ha l'impressione di assistere a una farsa. Solleva dubbi anche la posizione del cadavere sui binari: "E' come se qualcuno avesse voluto far riconoscere Wolfgang Priklopil in modo diretto, senza il bisogno di fare delle analisi del sangue. Il corpo di una persona che si suicida sotto un treno finisce lontano per chilometri. Non è questo il caso", ha aggiunto Kroell.