Roma, 8 feb. (TMNews) - Il Pentagono valuta un intervento militare in Siria dove, anche oggi, decine di civili sono stati uccisi a Homs, focolaio della ribellione contro il regime di Damasco. L'attacco, nonostante ieri il presidente Bashar al-Assad si fosse detto pronto a "cooperare" per far cessare le violenze in Siria e riportare la stabilità nel Paese.
Quelli di oggi, riferiscono testimoni della Bbc, sono i bombardamenti "più pesanti" degli ultimi cinque giorni e oltre 40 persone sono morte nelle ultime ore. Si tratta però di informazioni difficili da verificare, precisa l'emittente britannica. Anche l'Osservatorio siriano per i diritti dell'uomo, organizzazione non governativa con sede in Gran Bretagna, riferisce che decine di civili sono morti nei bombardamenti e che tre famiglie intere sono state sterminate. Altri testimoni locali, si legge sul Guardian, parlano di "genocidio" condotto brutalmente dalle forze di Assad.
Intanto, nonostante gli Stati Uniti restino favorevoli a una soluzione negoziata e diplomatica della crisi in Siria, il Pentagono e l'US Central Command iniziano a valutare le diverse capacità a loro disposizione, in modo da preparare eventuali piani di intervento militare. Si tratta di un lavoro di ricerca e pianificazione che punta a offrire diverse possibilità di scelta al presidente Barack Obama qualora questi dovesse optare per la soluzione interventista.