IN VIRGILIO

La scure di Tremonti si abbatte sugli stipendi di manager pubblici e politici

La manovra colpisce anche gli enti locali, tagli di 2 miliardi in due anni. Per i parlamentari i compensi potrebbero scendere del 10%

Pubblicato il 20/05/10 da ApCom in Economia|TAG: manovra, tremonti, stipendi manager

soldi

La scure della manovra si abbatte anche sugli enti locali. Arrivano 2 miliardi di tagli per due anni per le Regioni e altrettanti per i Comuni, per un totale di 4 miliardi per il biennio. La manovra nel complesso avrà un'entità di 26 miliardi per il 2011-2012, 13 miliardi per ciascun anno e potrebbe essere suddivisa in due 'tranche', la prima da approvare subito, anche nell'arco dei prossimi dieci giorni, e l'altra in una seconda fase. E potrebbe arrivare anche un taglio del 10% agli stipendi dei dirigenti pubblici. Una misura su cui si sta lavorando e che potrebbe colpire, anche con carattere temporaneo, i manager con un reddito superiore ai 100mila euro.
Potrebbe inoltre raddoppiare il taglio agli stipendi dei politici, passando dal 5% ipotizzato dal ministro per
la Semplificazione, Roberto Calderoli, al 10%.

I tecnici dell'Economia e degli altri ministeri competenti sono al lavoro per definire le varie ipotesi di intervento. A fare il punto è stato anche lo stesso ministro Tremonti con le parti sociali. Il titolare dell'Economia ha incontrato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e oggi dovrebbe illustrare le linee guida al Consiglio dei ministri. I macro-capitoli sui quali intervenire si confermano la sanità, la spesa pubblica e gli statali, le finestre di  pensionamento, gli enti locali, l'evasione fiscale, i costi della politica e le grandi opere. Fra le varie ipotesi avanza anche la possibilità di dividere la manovra in due 'tranche' da circa 12 miliardi ciascuna.

Sulla sanità, potrebbero arrivare nuovi ticket ma senza tuttavia riesumare il vecchio balzello da 10 euro sulla specialistica e la diagnostica, che tra l'altro è coperto (834 milioni) soltanto fino al 2011. L'ipotesi più accreditata allo studio potrebbe prevedere un meccanismo di questo tipo: abbassare il fondo sanitario dando alle regioni la possibilità di introdurre a propria discrezione nuove compartecipazioni. In sostanza, si tratterebbe di tagli alla spesa sanitaria in cambio di ticket discrezionali. Spetterà alle regioni decidere se 'cavarsela' con i tagli o ricorrere a nuovi ticket. (Apcom)

CERCA IN NOTIZIE