Lo spettro dell'
emergenza gas è tornato ad aggirarsi per l'Italia. L'allarme si è determinato a seguito di situazioni eccezionali sia sul fronte della domanda che della fornitura di gas.
Nei giorni scorsi abbiamo assistito a un picco delle richieste, dovuto all'ondata di freddo che ha fatto schizzare i consumi di gas alle stelle - si è attestato il record storico di 460 milioni di metri cubi al giorno. Contemporaneamente, si è avuta una riduzione degli approvvigionamenti in termini
importazioni sia dalla Russia, impegnata a coprire l'emergenza del freddo nazionale e ucraino, che
dalla Libia, a seguito del conflitto.
Con i rinnovati timori di rimanere al freddo, si torna a discutere di
rigassificatori: panacea per ridurre la dipendenza del Paese dalle forniture estere, a detta di alcuni, opere sostanzialmente inutili e pericolose, secondo altri.
Il ministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture,
Corrado Passera, non ha dubbi: "Se avessimo realizzato i rigassificatori, almeno quelli già approvati, potremmo guardare con più serenità" alla crisi attuale del gas, ha affermato nel corso del suo intervento alla Mobility Conference 2012.
Tuttavia, come sostengono gli esperti, non esistono ricette facili per uscire dalle difficoltà energetiche del nostro Paese, che ha la peculiarità di impiegare un'ampia quota di gas naturale (il 51%) per la produzione di energia elettrica, aumentando così la propria
metano-dipendenza.
In linea di principio, gli approvvigionamenti di combustibile via gasdotto, come avviene essenzialmente oggi, sono assai vulnerabili: basterebbe
chiudere un paio di rubinetti che il paese si blocca e si congela. Ma come scrive Alessandro Lanza su
Il Fatto Quotidiano: "È molto suggestivo pensare che esistano dei
rigassificatori costruiti pensando di esser riforniti sul mercato spot. Naturalmente un rigassificatore può, in linea generale, accomodare uno o più carichi spot. Ma l’idea che si possa costruire un piano industriale serio senza avere alle spalle un contratto sicuro di
liquefazione del gas naturale è pura invenzione".
Vero è che con più rigassificatori si potrebbe accedere a un mercato più variegato e diversificare i fornitori, mettendoli in diretta concorrenza tra loro. L'Italia, inoltre per la sua posizione strategica ambirebbe a diventare un
hub energetico, un centro di smistamento del gas che dal Mediterraneo dovrebbe poi proseguire verso l'Europa. Ma non è detto che l'accesso al mercato del
gas liquefatto sia facile e conveniente. E nel valutare i vantaggi economici, per impostare cioè una
corretta analisi costi-benefici, rischi
ambientali e
sicurezza della popolazione dovrebbero essere messi in conto.