Arriva il nuovo ordine energetico
Sempre più richiesta di energia e sempre meno risorse disponibili. Come cambierà il mondo?
Pubblicato in Economia|
- Crescente rischio di conflitti
Storicamente, ogni trasferimento del potere mondiale si è accompagnato a guerre. Il motivo è semplice: i "vecchi padroni" non vogliono mollare l'osso.
Se è vero che dopo la guerra in Iraq si sta diffondendo l'idea che la lotta per l'energia sia meglio affrontarla con strumenti economici, è anche vero che le maggiori potenze stanno cercando di "portarsi avanti" per guadagnare un notevole vantaggio tecnologico militare, sia come merce di scambio, sia come minaccia. E l'escalation aumenta i rischi di conflitto.
Un fenomeno in corso è il trasferimento di tecnologia militare dai Paesi importatori ai Paesi produttori di petrolio. Sia Usa sia Cina forniscono apparati strategici a Angola, Nigeria e Sudan, in Africa, e ad Azerbaijan, Kazakistan e Kirghizistan nel bacino del Caspio. Così mentre gli americani contribuiscono a reprimere i disordini nel vitale delta del Niger, i cinesi forniscono armi al governo del Sudan per garantire i propri interessi dalle insurrezioni nel sud e in Darfur.
Lo stesso sta facendo la Russia con i Paesi del Caspio, puntando anche a controllare il trasporto di energia verso l'Europa attraverso i propri gas e oleodotti.
Queste politiche aumentano il rischio di conflitti locali che, potenzialmente, potrebbero diventare globali.
In definitiva è evidente che un trasferimento di potere è in corso e che il fenomeno comporta nuovi problemi e sfide. Ma anche le nostre vite, nella loro dimensione quatodiana, saranno dominate da chi può produrre e distribuire energia controllandone il prezzo.
G.B










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