• Home
  • In evidenza :

Che forma ha il futuro? Le ipotesi delle Venice Sessions

Alessandro Baricco, Tim Berners Lee e altri autorevoli intellettuali fanno luce su ciò che sarà

Pubblicato il 16/01/09 in Cronaca|TAG: venice sessions, futuro, baricco, telecom, nova

VENICE

Alessandro Baricco: il futuro è finito
Vota e commenta questo video
"Il futuro non esiste, ma esiste il modo in cui ce lo raccontiamo e ciò ha delle conseguenze". Intorno a questa convinzione, Telecom Italia e Nòva 24 Il Sole 24 Ore hanno dato il via alla prima edizione delle Venice Sessions, esercizio intellettuale di una giornata a cui hanno partecipato una quarantina tra studiosi, ricercatori, imprenditori del web e intellettuali per immaginare il futuro. La sfida? Enunciare la propria visione tramite cinque parole chiave, successivamente raccolte in mappe concettuali, frutto di un acume collettivo emissario di uno sforzo creativo proiettato verso il domani.

All'interno della suggestiva cornice del convento di San Salvador a Venezia, sede del Future Centre di Telecom Italia, si sono confrontati sull’idea di futuro personaggi del calibro di Tim Berners Lee, creatore del World Wide Web, lo scrittore Alessandro Baricco, Franco Bernabè, Amministratore delegato del gruppo Telecom Italia, e altri speaker d'eccezione provenienti dai più vari ambiti intellettuali.

All’apertura dell’incontro, tenutosi il 27 novembre scorso, Franco Bernabè ha sottolineato “la necessità di una comunità di persone che abbia la passione del cambiamento” e si è augurato “il passaggio da un sistema di monopolio a un allargamento dell’Ecosistema, dove ognuno abbia un ruolo e possa trasmettere il proprio contributo”. E se per Tim Berners Lee “oggi è necessario sviluppare una scienza di Internet, in maniera analoga a quella scienza cognitiva che studia il cervello”, per Baricco non soccombere a un “futuro finito”, nelle mani di “selvaggi di genio” e non di alacri intellettuali, significa "riscrivere ciò che verrà distrutto, con una grammatica del futuro".
Lo scrittore ha infine evidenziato le parole non dette durante l’incontro, tra le centinaia con cui si è voluto raccontare il futuro e le sue conseguenze. “Dio, bellezza, guerra e pace.” Parole, queste, che “anche solo trent’anni fa sarebbero state usate massicciamente” ma che, nella spirale della modernità in cui ci troviamo a vivere, lasciano spazio al nuovo e all’inimmaginabile.
Un esercizio comunitario, le sessions, che si prefiggono di essere motivo per una platea sempre più ampia di ricercare oltre e di condividere il futuro, patrimonio della collettività. Tutte le testimonianze della prima edizione e gli aggiornamenti sul progetto sono disponibili sul sito delle Venice Sessions

Il prossimo appuntamento con le Venice Sessions, previsto per la primavera 2009, si concentrerà sulla narrazione del futuro, dalle parole chiave allo storytelling come strumento universale, e vi parteciperanno eccellenze dagli ambiti più ampi del sapere, web science e filosofia, teatro, tv, arte, psicologia e sociologia, letteratura e tecnologia.