Treni fermi per ghiaccio, caos annunciato o si poteva evitare?
Inefficienza e mancanza di programmazione, queste le cause principali denunciate da Claudio Gatti, autore dell'inchiesta "Fuori orario" su Trenitalia. Non ci resta che pregare?
Pubblicato il 23/12/09 da ApCom in Cronaca|
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Neve e ghiaccio danno tregua, ma la situazione dei trasporti è ancora pesante. Treni e aerei fermi per molte ore fino a tarda mattinata. Passeggeri inferociti. Trenitalia nell'occhio del ciclone. Ennesima cronaca di un disastro annunciato? "Quantomeno si sarebbero potute alleviare difficoltà e danni", ci dice Claudio Gatti, inviato a New York de Il Sole 24 Ore e autore del libro "Fuori orario", racconto di un'inchiesta condotta su un'azienda che, almeno apparentemente, sta raccogliendo i frutti di un processo di rinnovamento ed espansione strategica, il quale però cozza contro i disagi quotidani dei viaggiatori.
Claudio Gatti, come si è giunti a questa situazione?
"Tutte le grandi problematiche che affliggono Trenitalia da decenni, ossia pulizia, manutenzione, puntualità sono dovute soprattuto ad inefficienza e inadeguatezza della programmazione, che il gruppo, a mio giudizio, ha confermato in questi giorni, anche nel fronteggiare condizioni atmosferiche difficili.
Innanzitutto in Italia manca la "cultura della programmazione". preferiamo quella dell'emergenza con l'alibi che diamo il meglio di noi quando siamo a un passo dal baratro. In tutto il mondo ci si prepara alle emergenze climatiche per poter limitare o alleviare le difficoltà conseguenti, ma Trenitalia non lo fa sufficientemente bene.
Nel corso della mia inchiesta ne ho trovato le prove. Ho trovato uno scambio di e-mail interne riguardante la preparazione alla stagione invernale del 2006, in cui un dirigente del compartimento del Piemonte scriveva: 'Credo che molti impianti resteranno (...) bloccati per neve, nel caso venga giù veramente (...) resto fortemente pessimista sulla soluzione adottata.” E poi, in risposta a un collega aggiungeva: “Mi pare che la questione sia alquanto sottovalutata (...) non si può dire ‘se le cose andranno male si provvederà a cambiare’, perché la frittata è già andata a male e qualcuno dovrà rispondere alla clientela'."
E i problemi di manutenzione?
"Già nel 2006 esistevano 800.000 ore di manutenzione prevista (richiesta) mai eseguita. A monte vi è la scelta strategica di puntare sulle tratte più redditizie (Alta Velocità in primis) sia come investimento sui treni, sia per la manutenzione. Tutto ciò ai danni delle tratte regionali e di quelle meno redditizie. Non ultimo, è sempre mancato un input politico e di fatto Trenitalia rimane un'azienda statale poiché in mano al Tesoro".
Cosa succederà continuando a "mettere delle pezze"?
"Tengo a sottolineare che l’esercizio ferroviario è un cosa seria e sarebbe opportuno valutare le gravi conseguenze che ne potrebbero derivare. Detto ciò...che Iddio ce la mandi buona per il prossimo inverno”.


















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