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Brenda, Natalì e le altre: tutti le trans del caso Marrazzo

Dal Brasile a via Gradoli, le storie e i nomi che ruotano intorno al sexy-gate che ha portato alle dimissioni l'allora Governatore del Lazio

Pubblicato il 25/03/10 da ApCom in Cronaca|TAG: trans, marrazzo, brenda, natalì, video

trans caso marrazzo
Natalì, China, Barbara e tutte le trans coinvolte nel caso Brenda - LE FOTO

IL SEXY-GATE 

marrazzo brenda

Va avanti l'inchiesta sul caso Marrazzo

Dal pc di Brenda alla morte di Cafasso, si infittisce il giallo

Si chiamano Natalì, Brenda, China, Barbara, Veronica e Jennifer: sono tutti transessuali che vengono dal Brasile e vivono tra via Gradoli e via Due Ponti, alla periferia nord di Roma. Nomi e storie che ruotano intorno al caso Marrazzo, allo scandalo del video 'piccante' con sesso e cocaina, che ha portato l'allora Governatore del Lazio alle dimissioni.

Meno di un mese dopo il trans-gate, il 20 novembre, Brenda viene trovata senza vita  nel suo appartamento di via Due Ponti. La sua morte desta molti sospetti e le altre trans che dopo lo scandalo Marrazzo erano state in disparte vengono fuori. Rivelano i meccanismi della vita da strada, le minacce, le difficoltà e soprattutto accusano. Spuntano i nomi di Barbara, China e Veronica. In mezzo c’è la storia di Gianguerino Cafasso considerato il protettore e spacciatore di fiducia dei trans. Il suo cadavere viene rinvenuto il 12 settembre in una stanza dell’hotel Romulus della capitale. È morto dopo un’overdose killer, fatta di cocaina truccata che diventa letale. Anche in questo caso entra in scena la sua compagna, la trans Jennifer

NATALI'
Protagonista numero uno. All’inizio nega tutto, non parla con i giornalisti, dice che quel video non esiste e che non era lei quel giorno d’estate insieme a Marrazzo. Proprio dal suo primo sfogo viene fuori il nome di Brenda, detta Brendona. "Con Marrazzo non ho mai passato tutta la notte, al massimo siamo stati insieme quattro ore", rivela in un’intervista a Novella 2000, i dettagli della sua confessioni vengono fuori il 13 novembre scorso. "Ci siamo incontrati a Roma, in un negozio di scarpe. Io nemmeno sapevo chi fosse, poi ci siamo rivisti e da lì abbiamo cominciato a frequentarci". Ricorda il suo "dolce" Piero, che si confidava e metteva a nudo tutte le sue debolezze: "Veniva, mi pagava, poi parlava della sua vita, senza fare niente". Anche quando andavano a casa dell’ex governatore "andavamo a letto, parlavamo, ci facevamo le coccole".

BRENDA
Dopo 28 giorni dall’arresto dei carabinieri Brenda viene trovata morta, asfissiata dal fumo: nel suo sangue ci sono tracce di alcol e Minias, un tranquillante di cui abusava, fino a 50 gocce al giorno. È l’unica trans che abbia mai chiamato Marrazzo ai telefoni della Regione Lazio, risultano delle chiamate al centralino tra il 7 e il 17 luglio. Aveva sia il numero di cellulare che di quello fisso. Weldel Mendes Paes, questo il suo vero nome, viene rintracciata e portata in Procura per essere ascoltata come testimone nell’inchiesta. La sua versione è ritenuta fondamentale soprattutto in relazione all’esistenza di un secondo video hot. Fondamentale il ritrovamento della memoria dell’hard disk del suo pc dove sono stati trovati 90 giga occupati, in tutto 60 mila files, molto probabilmente da migliaia di video e film che potrebbero essere la chiave di un eventuale delitto. Facendo un calcolo potrebbero esserci almeno 2000 filmati da 10 minuti ciascuno.

CHINA
Il suo nome compare subito dopo la morte di Brenda, nessuno ne aveva fatto menzione prima. Decide di uscire dall’ombra e racconta la sua versione ai microfoni di “Porta a Porta”. Nel salotto di RaiUno ripercorre le tappe dello scandalo che ha travolto l’ex governatore del Lazio e rivela chi architettò il “tranello”. "Non mi ha mai detto niente dei filmati. Mi ha solo detto che a fare la trappola a Marrazzo è stata Natalì con Jois".  È stata proprio China ad insistere riguardo al pc trovato nel lavandino di casa di Brenda non ha dubbi, sa che apparteneva alla sua compagna : "Era una grande esperta di computer. Nessuno sa cosa avesse nel suo pc".

BARBARA
Brasiliana, amica e collega di Brenda, decide di esporsi a poche ore dal ritrovamento del cadavere del viado. È lei la prima a lanciare delle accuse chiare e a non credere all’ipotesi del suicidio: "L’hanno ammazzata, non so chi. Stava male psicologicamente, voleva tornare in Brasile: ora devono trovare chi ha fatto tutto questo".

JENNIFER
La compagna di Cafasso, era con lui la notte in cui è morto. Ha raccontato di aver visto il pusher-pappone mentre sniffava la dose di cocaina mista ad eroina che gli sarebbe stata letale. "Io non ne presi perché l’avevo assaggiata e non mi piaceva, era amara".

VERONICA
È l’ultima persona ad aver visto Brenda viva la notte tra il 19 e il 20 novembre e aveva comprato il suo pc.  Abita nell’appartamento accanto a quello di Brenda, in via Due Ponti 180: Eravamo davanti al bowling dell’acqua acetosa – racconta – a lavorare. Alle 4 io ho preso un cliente e sono andata a casa sua. Quando sono tornata, a mezzogiorno, ho saputo tutto. Sono stata io ad avvisare sua madre in Brasile. Era sconvolta". (Apcom)

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