I terroristi ideali? Gli ingegneri
Attenti, metodici e riservati, sono ricercatissimi da Al-Qaeda
Pubblicato il 07/04/08 in Cronaca|
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Gli ingegneri hanno eccellenti capacità strategiche, sono attenti e meticolosi e sono abituati a ragionare per reti di relazioni. Molti di loro condividono l’abilità di mantenersi calmi. “È chiaro che non sono percepiti come animali iper-sociali o l’anima della festa – ha spiegato Perl -. Loro non parlano con molte persone e non si vantano quindi delle attività terroristiche in cui possono essere coinvolti”. Proprio per questi tratti caratteriali, i gruppi estremisti tendono a reclutare ingegneri.
Recentemente l’EE Times, in un articolo intitolato "Engineers of Jihad", ha riportato uno studio dell'Università di Oxford secondo il quale la percentuale di ingegneri tra le reclute di Al-Qaeda sarebbe sempre più elevata: al punto che l’organizzazione è pronta a ricercarne anche tra i non musulmani. L’analisi accademica è arrivata a ipotizzare che una “mentalità ingegneristica” unita alle difficili condizioni socioeconomiche di certi Paesi islamici porti a partecipazioni nel terrorismo. Inutile dire che la categoria è insorta verso quella che considera “scienza spazzatura”.
Perl però non si è sentito di stigmatizzare la ricerca. A suo dire gli ingegneri sono davvero iper-presenti nel terrorismo e Al-Qaeda ne è un chiaro esempio. Ragione in più per arruolarli nelle organizzazioni che combattono i movimenti armati e integralisti. “Proprio come si prende un ladro per dare la caccia a un ladro, si deve prendere un ingegnere per braccare un ingegnere” ha concluso Perl.


















