L'Aquila e gli avvoltoi. Tv, è stato terremoto-show? La polemica
Scosse mostrate in diretta tv, inviate assatanate a caccia di scoop, indici d'ascolto esposti come trofei, lacrime in primissimo piano e caccia all'inquadratura più "bella". I tg hanno informato sul terremoto o hanno solo rincorso l'audience? Di' la tua
Pubblicato il 10/04/09 in Cronaca|
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«Ascolti record in tutte le edizioni del Tg1 nella giornata del terremoto» scandisce la giornalista del Tg1, per proseguire snocciolando nel dettaglio lo share conquistato dalle singole edizioni, i picchi di ascolto, il successo di Porta a Porta, la conquista della leadership sull'informazione nazionale...
Il servizio non passa inosservato e sulla Rete si scatena l'offensiva: "avvoltoi travestiti da giornalisti", "se la conta dei telespettatori conta più di quella dei morti", "il TG1 si autocelebra perché grazie alla tragedia in Abruzzo ha ottenuto indici d'ascolto record", "Tg1, No comment!". Sono solo alcuni dei titoli dedicati al tema, che gli utenti segnalano su OkNotizie e che trovano vasta eco online.
Il video con il controverso servizio va su You Tube con il titolo "TG1 SENZA vergogna". E una vignetta a firma di massy fa il giro dei blog: "Incredibili ascolti del nostro Tg. L'Auditel ha raggiunto il sesto grado della scala Richter".
Anche in Mediaset il circo mediatico non ci risparmia le sue perle. ElioGregory sul suo blog segnala che su "Canale 5, Claudio Brachino chiede ai volontari se l'immigrato che è stato salvato è un clandestino".
«Poi c’è la giornalista inviata sul posto che, rivolgendosi ad una madre che ha appena perso un figlio, chiede “Vuole dare un segnale di fiducia?“, e lei risponde scoppiando a piangere e chiedendo aiuto, mentre nemmeno un filo di pudore sfiora chi potrebbe a quel punto per lo meno ritirare il microfono e passare la linea allo studio. Da Vespa il requisito minimo era avere almeno un morto in famiglia e lacrime da regalare le telecamere.» scrive Alessandro D'Amato su Giornalettismo.com.
Piero Orsatti, da L'Aquila scrive per Terranews (prontamente ripreso su Agoravox): «C’è il giovane inviato di una nota trasmissione della Rai che, a pochi metri dai parenti di alcuni deceduti, a Onna, urla nel telefonino parlando con la sua redazione: «Abbiamo fatto delle immagini bellissime, la ruspa che buttava giù una casa e il proprietario che piangeva con le macerie dietro. Bellissima».
Su Paoblog’s weblog leggiamo “Ho visto a Striscia la giornalista di Matrix che in piena notte andava a bussare alle auto, svegliando spesso gli sfollati che cercavano di riposare, con una domanda assurda: “Come mai dorme in macchina?” Degna di nota l’educazione e la civiltà dei terremotati che hanno risposto nella maniera più ovvia: “le case non sono agibili”.
La tragedia nella tragedia, fa notare qualcuno. Unica nota positiva, il senso critico che gli utenti di internet hanno imparato a coltivare nei confronti dell'informazione mainstream.
Il servizio non passa inosservato e sulla Rete si scatena l'offensiva: "avvoltoi travestiti da giornalisti", "se la conta dei telespettatori conta più di quella dei morti", "il TG1 si autocelebra perché grazie alla tragedia in Abruzzo ha ottenuto indici d'ascolto record", "Tg1, No comment!". Sono solo alcuni dei titoli dedicati al tema, che gli utenti segnalano su OkNotizie e che trovano vasta eco online.
Il video con il controverso servizio va su You Tube con il titolo "TG1 SENZA vergogna". E una vignetta a firma di massy fa il giro dei blog: "Incredibili ascolti del nostro Tg. L'Auditel ha raggiunto il sesto grado della scala Richter".
Anche in Mediaset il circo mediatico non ci risparmia le sue perle. ElioGregory sul suo blog segnala che su "Canale 5, Claudio Brachino chiede ai volontari se l'immigrato che è stato salvato è un clandestino".
«Poi c’è la giornalista inviata sul posto che, rivolgendosi ad una madre che ha appena perso un figlio, chiede “Vuole dare un segnale di fiducia?“, e lei risponde scoppiando a piangere e chiedendo aiuto, mentre nemmeno un filo di pudore sfiora chi potrebbe a quel punto per lo meno ritirare il microfono e passare la linea allo studio. Da Vespa il requisito minimo era avere almeno un morto in famiglia e lacrime da regalare le telecamere.» scrive Alessandro D'Amato su Giornalettismo.com.
Piero Orsatti, da L'Aquila scrive per Terranews (prontamente ripreso su Agoravox): «C’è il giovane inviato di una nota trasmissione della Rai che, a pochi metri dai parenti di alcuni deceduti, a Onna, urla nel telefonino parlando con la sua redazione: «Abbiamo fatto delle immagini bellissime, la ruspa che buttava giù una casa e il proprietario che piangeva con le macerie dietro. Bellissima».
Su Paoblog’s weblog leggiamo “Ho visto a Striscia la giornalista di Matrix che in piena notte andava a bussare alle auto, svegliando spesso gli sfollati che cercavano di riposare, con una domanda assurda: “Come mai dorme in macchina?” Degna di nota l’educazione e la civiltà dei terremotati che hanno risposto nella maniera più ovvia: “le case non sono agibili”.
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