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Terremoti, pericolo per case e condomini. Ecco le zone più a rischio

Secondo i dati Ance-Cresme i sismi hanno provocato in Italia danni per 242,5 miliardi di euro

Il territorio italiano è caratterizzato da un forte rischio naturale. Secondo i datti diffusi oggi dall'Ance e dal Cresme, le aree a elevato rischio sismico sono circa il 44% della superficie nazionale (131 mila kmq) e interessano il 36% dei comuni (2.893). Nelle aree ad elevato rischio sismico vivono 21,8 milioni di persone (il 36% della popolazione), per un totale di 8,6 milioni di famiglie e si trovano circa 5,5 milioni di edifici tra residenziali e non residenziali.

Il costo dei terremoti
Sempre secondo i dati Ance-Cresme, il costo complessivo dei danni provocati in Italia da terremoti, frane e alluvioni, dal 1944 al 2012, è pari a 242,5 miliardi di euro, circa 3,5 miliardi all'anno. Solo dal 2010 a oggi si stimano costi per 20,5 miliardi (l'8% del totale), considerando i 13,3 miliardi quantificati per il terremoto in Emilia Romagna. 
Il 75% del totale, 181 miliardi, si legge nel rapporto, riguarda i terremoti, il restante 25%, 61,5 miliardi, è da addebitare al dissesto idrogeologico. Quello che, a oggi, ha assorbito le più ingenti risorse pubbliche è il sisma dell'Irpinia, costato circa 50 miliardi di euro, pari al 45% dei finanziamenti complessivi per tutti e 7 i terremoti.

Le zone più a rischio
Il rischio sismico maggiore, si legge nel rapporto, riguarda le regioni della fascia appenninica e del Sud Italia. Al primo posto c'è la Campania, in cui 5,3 milioni di persone vivono nei 489 comuni a rischio sismico elevato. Seguono la Sicilia, con 4,7 milioni di persone in 356 comuni a rischio e la Calabria, dove tutti i comuni sono coinvolti, per un totale di circa 2 milioni di persone. E sempre in queste tre regioni il patrimonio edilizio è esposto a rischio sismico maggiore: Sicilia (2,5 milioni di abitazioni), Campania (2,1 milioni di abitazioni), Calabria (1,2 milioni).

I rischi per gli edifici residenziali
Oltre il 60% degli edifici (circa 7 milioni) è stato costruito prima del 1971, quindi prima dell'entrata in vigore della normativa antisismica per nuove costruzioni (1974). Di questi, oltre 2,5 milioni risultano in pessimo o mediocre stato di conservazione. A livello regionale è la Sicilia a presentare la situazione più critica, con oltre 800 mila edifici realizzati più di 40 anni fa.

Sulla base dei dati pubblicati dalla Regione Emilia Romagna e relativi agli oltre 40 mila sopralluoghi effettuati da Protezione Civile e Enea, emerge che il settore residenziale complessivamente ha reagito bene al sisma, con il 37% degli edifici dichiarati inagibili.

Soltanto il 27% degli edifici privati ad uso produttivo è risultato agibile, mentre quasi il 50% è stato giudicato totalmente inagibile. Si consideri poi che dei 1.006 edifici giudicati inagibili ben 741 ricadono nella provincia di Modena.

Capannoni ed edifici produttivi
Nel 2011 sono presenti sul territorio nazionale 325.427 capannoni a esclusivo o prevalente uso produttivo. Ben 4 capannoni su 10 sono stati realizzati tra il 1971 e il 1990, per un totale di 133,5 mila edifici, e quasi 3 su 10 sono stati costruiti dopo il 1990. Nelle aree a elevato rischio simico rientrano oltre 95 mila strutture, pari al 29% del totale.

La Campania ha il maggior numero di strutture nelle aree a rischio, oltre 15.900 edifici, seguita dalla Sicilia, con 12.600 capannoni, e dall'Emilia Romagna, con 12.300 strutture. Ma l'Emilia Romagna ha complessivamente il maggior numero di capannoni esposti a rischio naturale, dal momento che ben 7.941 strutture si trovano nelle aree ad elevato rischio idrogeologico.
Regioni con una quota consistente di edifici produttivi esposti a rischio di frane o alluvioni sono anche la Lombardia (4.125) e il Veneto (3.961).

Edilizia scolastica
In Italia sorgono 64.800 edifici a esclusivo o prevalente uso scolastico (91,4 milioni di mq complessivi, in media 1.410 mq per edificio). Si tratta di un patrimonio piuttosto antiquato, se si pensa che un edificio su dieci è stato realizzato in epoca anteriore al 1919 e complessivamente oltre il 60% prima del 1971.
Oltre 24mila scuole (37%) si trovano in aree a elevato rischio sismico, circa 6.250 (9,6%) sorgono in aree a forte rischio idrogeologico.

Edilizia ospedaliera
Gli ospedali nel territorio nazionale sono circa 5.700 (44,2 milioni di m2, in media 7.776 m2 per edificio). Le strutture esistenti nelle aree a rischio sismico sono 1.822 edifici, 547 ospedali sorgono invece in aree a forte rischio idrogeologico.

Quasi il 45% dell'intero patrimonio, pari a 11.470 edifici tra scuole e ospedali, si trova nelle regioni del Sud e il 22% al Centro. Più contenuto è il patrimonio esposto a rischio al Nord.
A livello regionale la Sicilia, la Campania e la Calabria presentano la situazione di rischio maggiore con oltre 10 mila edifici esistenti nelle aree di rischio elevato: in Sicilia 4.894 scuole e 398 ospedali, in Campania 4.872 scuole e 271 ospedali, in Calabria 3.200 scuole e 190 ospedali.
Pubblicato il 09/10/12 in Cronaca| TAGS: terremoti, rischio crollo, condominio
mappa sismica 1Mappa sismica e terremoti storici FOTOGALLERY Fonte: Ansa
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