Pillola abortiva e gravidanza eterologa. La Legge si aggira online
Dalla pillola abortiva RU486, alla "materia prima" per avere figli. Gravidanze e loro interruzioni viaggiano sul web
Pubblicato il 18/03/10 in Cronaca|
approfondimenti
RU486, la sua storia
Scoperta in Francia nel 1980, dove è in vendita dal 1988, provoca l'aborto nei primi due mesi di gravidanza
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La pillola abortiva Ru486 si potrà usare soltanto in ospedale e con un attento monitoraggio da parte della struttura sanitaria. Questo, in sintesi, il verdetto del ministro del Welfare Maurizio Sacconi, emanato lo scorso novembre a conclusione dell'iter travagliato del farmaco, che ha visto susseguirsi accese polemiche, sperimentazioni a singhiozzo, minacce di scomunica per chi lo avesse assunto, imprimatur e paletti.
Di fatto, a oggi, nonostante il via libera del Governo, pare che la pillola per l'aborto chimico (entro i primi due mesi della gravidanza) non abbia ancora raggiunto nessun ospedale italiano.
E può capitare che Internet offra qualche escamotage a chi desideri superare i paletti burocratico-legali... a colpi di mouse. Flavia Amabile, giornalista de La Stampa, tenta in prima persona un acquisto online del farmaco. «Per procurarsi una pillola Ru486 e poter abortire a casa, bastano una carta di credito, un computer, un collegamento a Internet e un centinaio di euro circa». La pillola viene recapitata a casa in meno di due settimane e l'esame del laboratorio conferma la presenza del principio attivo, il Mifepristone.
Che il "mercato nero" di prodotti di difficile o impossibile reperibilità sul mercato fiorisca online, non è una novità. Ma l'ingegnosità clandestina si è spinta oltre. L'obiettivo in questo caso non è l'interruzione di una gravidanza indesiderata, ma il desiderio di avere un figlio... ad ogni costo.
Ordinare via web la materia prima di origine maschile negli Stati Uniti è facilissimo: le banche del seme permettono di scegliere il "donatore" all'interno di voluminosi 'cataloghi', da sfogliare online. Nel database della Manhattan Cryobank, ad esempio, si trova ID 119 - razza caucasica, occhi azzurri, capelli castani, alto cm. 1,75, laurea in arti drammatiche, brevetto di sub, tra i film preferiti Le ali della libertà; ID 105 - afroamericano, capelli crespi, alto cm 180, fede cattolica, suona il pianoforte, si definisce socievole e simpatico...
Il semen viene racapitato a casa dell'acquirente dal corriere, imballato in appositi contenitori (dewar) che mantengono una temperatura interna a - 195° C, grazie all'azoto liquido. Un kit per la fecondazione "fai da te" e le debite istruzioni completano la spedizione. In Italia la legge proibisce la fecondazione eterologa e le banche del seme Usa non spediscono "il prodotto" nel nostro paese. In Italia no, ma in Inghilterra sì. E con un amico fidato oltre la Manica in grado di farsi recapitare e inoltrare il "pacco" a una presunta destinataria italiana, il gioco è fatto.
Di fatto, a oggi, nonostante il via libera del Governo, pare che la pillola per l'aborto chimico (entro i primi due mesi della gravidanza) non abbia ancora raggiunto nessun ospedale italiano.
E può capitare che Internet offra qualche escamotage a chi desideri superare i paletti burocratico-legali... a colpi di mouse. Flavia Amabile, giornalista de La Stampa, tenta in prima persona un acquisto online del farmaco. «Per procurarsi una pillola Ru486 e poter abortire a casa, bastano una carta di credito, un computer, un collegamento a Internet e un centinaio di euro circa». La pillola viene recapitata a casa in meno di due settimane e l'esame del laboratorio conferma la presenza del principio attivo, il Mifepristone.
Che il "mercato nero" di prodotti di difficile o impossibile reperibilità sul mercato fiorisca online, non è una novità. Ma l'ingegnosità clandestina si è spinta oltre. L'obiettivo in questo caso non è l'interruzione di una gravidanza indesiderata, ma il desiderio di avere un figlio... ad ogni costo.
Ordinare via web la materia prima di origine maschile negli Stati Uniti è facilissimo: le banche del seme permettono di scegliere il "donatore" all'interno di voluminosi 'cataloghi', da sfogliare online. Nel database della Manhattan Cryobank, ad esempio, si trova ID 119 - razza caucasica, occhi azzurri, capelli castani, alto cm. 1,75, laurea in arti drammatiche, brevetto di sub, tra i film preferiti Le ali della libertà; ID 105 - afroamericano, capelli crespi, alto cm 180, fede cattolica, suona il pianoforte, si definisce socievole e simpatico...
Il semen viene racapitato a casa dell'acquirente dal corriere, imballato in appositi contenitori (dewar) che mantengono una temperatura interna a - 195° C, grazie all'azoto liquido. Un kit per la fecondazione "fai da te" e le debite istruzioni completano la spedizione. In Italia la legge proibisce la fecondazione eterologa e le banche del seme Usa non spediscono "il prodotto" nel nostro paese. In Italia no, ma in Inghilterra sì. E con un amico fidato oltre la Manica in grado di farsi recapitare e inoltrare il "pacco" a una presunta destinataria italiana, il gioco è fatto.











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