L'emergenza sanitaria
Rivezzi: "Non si possono più dare risposte rassicuranti. Si devono fare rilievi scrupolosi"

06/09/2007È difficile avere dei dati certi sull’effetto dell’inquinamento causato dai rifiuti nella popolazione: “i registri tumori in Campania - ha sottolineato il dottor Gaetano Rivezzi - erano lasciati al volontariato e sono stati realizzati solo per zone limitate: per tutta la provincia di Caserta per esempio non ci sono dati di questo genere”.
Ma l’età media d’insorgenza, soprattutto per le patologie oncologiche legate a fattori ambientali, è sempre più bassa: dai 50-55 anni di qualche anno fa si è passati ai 40 attuali.
“Sono state rilevate numerose associazioni positive e statisticamente significative (cioè non imputabili al caso) fra salute e rifiuti – si legge nel rapporto “Trattamento dei rifiuti in Campania: impatto sulla salute umana” (vai al pdf) commissionato dalla Protezione Civile, che individua cinque classi di rischio -. I trend osservati si traducono in differenze marcate di rischio se si confrontano i comuni più a rischio con quelli poco o non esposti: ad esempio la mortalità generale nei primi è 9% in eccesso rispetto ai secondi per gli uomini e 12% per le donne”.
“Noi Medici per l’ambiente abbiamo deciso di uscire allo scoperto perché ci sembrava che il problema venisse preso troppo sotto gamba – ha commentato Rivezzi -. Abbiamo sottoscritto un progetto di ricerca con l’istituto zooprofilattico di Teramo e l’ospedale di Caserta per dosare la diossina presente nel latte delle puerpere”.
L'allerta sulla diossina è infatti ben presente tra la popolazione. C’è anche chi preferisce evitare il consumo di latte, formaggi e carne: il timore che provengano da animali che hanno pascolato su terreni contaminati è troppo forte.
Ma l’età media d’insorgenza, soprattutto per le patologie oncologiche legate a fattori ambientali, è sempre più bassa: dai 50-55 anni di qualche anno fa si è passati ai 40 attuali.
“Sono state rilevate numerose associazioni positive e statisticamente significative (cioè non imputabili al caso) fra salute e rifiuti – si legge nel rapporto “Trattamento dei rifiuti in Campania: impatto sulla salute umana” (vai al pdf) commissionato dalla Protezione Civile, che individua cinque classi di rischio -. I trend osservati si traducono in differenze marcate di rischio se si confrontano i comuni più a rischio con quelli poco o non esposti: ad esempio la mortalità generale nei primi è 9% in eccesso rispetto ai secondi per gli uomini e 12% per le donne”.
“Noi Medici per l’ambiente abbiamo deciso di uscire allo scoperto perché ci sembrava che il problema venisse preso troppo sotto gamba – ha commentato Rivezzi -. Abbiamo sottoscritto un progetto di ricerca con l’istituto zooprofilattico di Teramo e l’ospedale di Caserta per dosare la diossina presente nel latte delle puerpere”.
L'allerta sulla diossina è infatti ben presente tra la popolazione. C’è anche chi preferisce evitare il consumo di latte, formaggi e carne: il timore che provengano da animali che hanno pascolato su terreni contaminati è troppo forte.














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