
In aumento tumori e malformazioni
06/09/2007Da anni l’emergenza rifiuti in Campania sembra essere uno degli argomenti “caldi” della cronaca estiva. Anche se sulla vicenda si sono momentaneamente spenti i riflettori, i problemi per chi abita nella regione non sono finiti.
La popolazione continua a convivere con rifiuti e scorie tossiche, spesso disperse o nascoste alla vista, gettate nei laghi o sotterrate nei terreni, coltivati dai proprietari ignari della loro pericolosità.
Aumenta così l'incidenza delle malformazioni congenite e dei tumori, ormai paragonabili a quelli registrati nelle aree industrializzate. In Campania si muore sempre di più e si muore per tumori dovuti all’inquinamento. Ma non ci sono fabbriche a giustificare i decessi.
La vita della regione è stata fortemente condizionata dalla presenza dei rifiuti, basti pensare che i centri di smaltimento legali e illegali sono ben 140 in provincia di Caserta e 86 in provincia di Napoli.
A Bacoli, Giugliano, Caivano e Acerra in provincia di Napoli, a Villa Literno, Castel Volturno, Aversa, Marcianise in provincia di Caserta - i comuni più a rischio - le patologie oncologiche e le malformazioni hanno raggiunto livelli allarmanti anche in un quadro internazionale. E l'Istituto Superiore di Sanità non ha potuto che confermare l'aumento della patologia tumorale e delle malformazioni infantili.
Che cosa sta succedendo davvero in Campania? Ne abbiamo parlato con il pediatra Gaetano Rivezzi, rappresentante di “Medici per l’ambiente” (International society doctors environment - ISDE Italia) per la provincia di Caserta.

L'emergenza sanitaria
In Campania l'età media d'insorgenza dei tumori si sta abbassando: dai 50-55 anni di qualche anno fa si è passati ai 40 attuali
L'approfondimento

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