Doppiette in azione, riparte la caccia. Di' la tua
Oltre 700mila appassionati sono tornati a sparare in tutta Italia, mentre infuria la polemica con gli ambientalisti
Pubblicato il 22/09/08 in Cronaca|
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La stagione venatoria ha aperto i battenti domenica 21 settembre. Oltre 700mila appassionati di tutta la Penisola sono tornati a sparare. Una realtà economica che impegna circa 45mila posti di lavoro, dei quali 3.900 nella sola produzione di armi e munizioni sportive. L'argomento è spinoso e, come al solito, le opinioni sono contrastanti. Gli appassionati considerano la caccia alla stregua di uno sport, un hobby meraviglioso, tutt'altro che sanguinario, che riporta ai primordi dell'umanità e restituisce l'emozione di stare a contatto con la natura. I cacciatori si sentono assediati. Come per ogni settore florido, la scure del fisco minaccia le tasche e cacciare è diventato sempre più costoso. È l'allarme della categoria che denuncia all'unisono l'aumento delle tesse per porto di fucile (173,16 euro annui), cui vanno spalmati altri oneri, ovvero il costo variabile del tesserino regionale (in alcune zone dell'Emilia Romagna è di 250 euro). Meglio essere parsimoniosi anche con le pallottole. Esoso il kit dello "sparatore". Una scatola di 25 cartucce al sud costa da 5,30 a 15 euro. Imbracciare un fucile automatico arriva a costare poco meno di 580 euro.
Insorge la galassia dell'ambientalismo, la cui contrarietà alle manifestazioni venatorie è risaputa. Le associazioni di salvaguardia delle specie naturali vedono nella preapertura un atto immotivato, una forzatura rispetto al calendario. “Le Regioni sfidano i principi fissati dalla legislazione – ammonisce Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf Italia – le cui decisioni sono regolamentate da precise ragioni scientifiche”. La riduzione dell'habitat della fauna selvatica disponibile (molte specie sia stanziali che migratorie sono in via di estinzione) e altre ragioni etiche risiedono alla base del netto rifiuto verso l'attività venatoria. La Lipu (Lega italiana protezione uccelli) considera una regressione l'ampliamento delle deroghe che va nella direzione di un maggiore lassismo della legislazione sulla caccia.
Il bracconaggio e le violazioni dei vincoli del prelievo venatorio sono argomenti che meriterebbero approfondimenti a parte.











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